La battaglia di Friedland, combattuta il 14 giugno 1807 nella Prussia Orientale, pose fine alla guerra della Quarta coalizione. Credendo di schiacciare il corpo isolato del maresciallo Lannes, il generale russo Bennigsen portò l’esercito sulla riva sinistra dell’Alle e si chiuse in un’ansa del fiume, con le spalle ai ponti di Friedland. Lannes resistette da solo per ore; Napoleone arrivò a mezzogiorno e alle 17.30 lanciò Ney contro la sinistra russa, che l’artiglieria di Sénarmont, spinta fino a tiro di mitraglia, finì di spezzare. Ricacciato nell’Alle, l’esercito russo perse gran parte dei suoi effettivi, e lo zar Alessandro I chiese la pace: tre settimane dopo i trattati di Tilsit segnarono l’apogeo dell’Impero.
Forze in campo
Esito: Vittoria francese decisiva
Francia · Polonia
- Napoléon
- Lannes
- Ney
- Mortier
- Victor
- Sénarmont
Circa 80 000 uomini impegnati progressivamente; Lannes da solo all’alba con circa 12 000 uomini
Perdite: Circa 10 000 uomini (1645 morti e 8995 feriti secondo le cifre ufficiali)
Russia
- Bennigsen
- Bagration
- Gortchakov
Circa 60 000 uomini, di cui circa 46 000 sulla riva sinistra dell’Alle
Perdite: Da 20 000 a 25 000 uomini secondo gli storici stranieri, da 10 000 a 15 000 secondo gli autori russi
Coordinate della battaglia
Friedland
Coordinate 54,4471° N · 21,0172° E
Mappa tattica interattiva
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I russi passano l’Alle
La cavalleria del principe Golicyn scaccia da Friedland i tre reggimenti di cavalleria francese che la occupavano. Nella notte il grosso dell’esercito russo comincia a passare l’Alle su ponti di barche gettati nella città stessa. Bennigsen, malato, crede di avere l’occasione di schiacciare il corpo isolato di Lannes prima dell’arrivo di Napoleone.
Tutti i ponti sono gettati nella strettoia di Friedland: senza saperlo, l’esercito russo si chiude nell’ansa dell’Alle.
Posizioni ricostruite dai resoconti e dalle piante della battaglia e collocate sulla posizione reale dei villaggi, oggi ribattezzati. Il ruscello del Mulino e il bosco di Sortlack, sommerso da allora da un invaso sull’Alle, sono collocati in modo approssimativo. Gli orari, su cui le fonti non sempre concordano, sono indicativi.
Resoconto della battaglia
Primavera 1807: una guerra sospesa
La battaglia di Eylau, il 7 e l'8 febbraio 1807, non aveva deciso nulla. I due eserciti, sfiniti, passarono l'inverno a rimettersi in sesto nella Prussia Orientale: ci vollero loro più di tre mesi. A Bartenstein, il 26 aprile, Russia e Prussia s'impegnarono a proseguire insieme la lotta. Napoleone approfittò della tregua per assicurarsi le retrovie: la grande fortezza prussiana di Danzica capitolò a fine maggio davanti al maresciallo Lefebvre, liberando truppe e garantendo i rifornimenti della Grande Armée.
All'inizio di giugno i due avversari si preparavano a riprendere la campagna. Ciascuno cercava la battaglia decisiva che l'inverno gli aveva negato.
Guttstadt e Heilsberg
Fu Bennigsen a colpire per primo. Il 5 giugno le sue colonne convergevano sul 6° corpo del maresciallo Ney, spintosi avanti rispetto al resto dell'esercito: in inferiorità di uno contro tre o quattro, Ney combatté due giorni di scontri di retroguardia attorno a Guttstadt e Deppen, perse i bagagli, due cannoni e circa 2000 uomini, ma ripassò la Passarge con il grosso delle truppe. In quei giorni il maresciallo Bernadotte fu ferito; il 6 giugno il generale Victor lo sostituì alla testa del 1° corpo.
Napoleone radunò allora le forze e marciò sull'esercito russo, trincerato a Heilsberg, sull'Alle, in opere preparate da tempo. Il 10 giugno Murat attaccò senza attendere il grosso dell'esercito; gli assalti ripetuti s'infransero contro le ridotte e costarono molto cari ai francesi. Bennigsen però non si attardò: l'indomani ruppe il contatto e discese l'Alle verso nord, in direzione di Königsberg. Napoleone divise l'esercito: Murat, Davout e Soult marciarono su Königsberg, mentre Lannes, Ney, Mortier e Victor seguivano i russi, insieme alla Guardia.
Friedland, una città in un'ansa dell'Alle
Friedland, fondata nel 1312 dall'Ordine Teutonico, era una piccola città della Prussia Orientale sulla riva sinistra dell'Alle, a circa 43 chilometri a sud-est di Königsberg. Aveva ponti sul fiume, ed è questo che ne faceva la posta in gioco: di lì Bennigsen poteva tornare sulla riva sinistra e precedere i francesi sulla strada di Königsberg. Oggi la città si chiama Pravdinsk e si trova nell'oblast' russa di Kaliningrad.
Lo storico Adolphe Thiers ha descritto il terreno. Il fiume vi traccia diverse anse: gira attorno a Friedland e forma un gomito aperto verso ovest, in fondo al quale si trova la città. Venendo da ovest per colline boscose, i francesi vedevano il terreno scendere dolcemente verso l'Alle tra campi di segale altissima in quella stagione. Un ruscello, il ruscello del Mulino, scorre verso Friedland, vi forma un piccolo stagno e si getta poi nell'Alle dopo aver diviso la pianura in due metà disuguali. Quel ruscello incassato avrebbe avuto un ruolo decisivo.
La scommessa di Bennigsen
Il 13 giugno l'avanguardia del maresciallo Lannes raggiunse Friedland, dove tre reggimenti di cavalleria francese occupavano già la città. La cavalleria russa del principe Golicyn li scacciò, e durante la notte il grosso dell'esercito russo cominciò a passare l'Alle e a occupare la città.
Bennigsen, malato quel giorno, voleva soltanto assicurarsi la marcia verso nord. Ma credette di vedere un'occasione: il corpo di Lannes sembrava isolato, lontano dal resto dell'esercito francese. Decise di portare le truppe sulla riva sinistra per schiacciarlo e di ripassare il fiume prima dell'arrivo di Napoleone. I suoi ponti di barche erano tutti gettati a Friedland o lì accanto, nella strettoia formata dalla città: senza rendersene conto, chiudeva il suo esercito nell'ansa dell'Alle.
Le forze in campo
I francesi impegnarono progressivamente circa 80 000 uomini: il corpo di riserva di Lannes, l'8° corpo di Mortier, in cui combattevano francesi e polacchi, il 6° corpo di Ney, il 1° corpo di Victor, la Guardia imperiale di Bessières e una potente cavalleria, con le divisioni di Grouchy, Nansouty, Latour-Maubourg e La Houssaye. Ma buona parte di queste truppe era ancora in marcia la mattina del 14 giugno.
L'esercito russo contava circa 60 000 uomini. Circa 46 000 passarono sulla riva sinistra e si schierarono ad arco attorno a Friedland, da Karschau a nord fino al bosco di Sortlack a sud, su un fronte di cinque o sei chilometri. Il principe Bagration comandava la sinistra, tra il ruscello del Mulino e l'Alle; il principe Andrej Gorčakov la destra, con quattro divisioni; la cavalleria era agli ordini di Uvarov, Golicyn e Kologrivov. Una riserva di circa 20 000 uomini con artiglieria pesante rimase sulla riva destra, presso Allenau.
Le tre del mattino: Lannes da solo
I primi colpi risuonarono alle tre del mattino, all'alba, nel bosco di Sortlack, a sud della pianura, fra i cacciatori russi e i volteggiatori di Lannes, presto sostituiti dai granatieri di Oudinot. Lannes aveva allora soltanto circa 12 000 uomini. Aveva messo l'artiglieria sull'altura che domina il villaggio di Posthenen, disposto granatieri e volteggiatori tra il bosco e il villaggio e affidato alla cavalleria di Grouchy la destra del bosco.
Il suo compito era inchiodare l'esercito russo fino all'arrivo dell'Imperatore. Allungò le linee per sembrare più numeroso e sfruttò, secondo il suo biografo Ronald Zins, la segale alta, i boschetti e le pieghe del terreno per mostrare o nascondere a turno i battaglioni. Alla sua sinistra la cavalleria di Nansouty copriva la strada di Königsberg. Col passare delle ore Lannes sollecitava Napoleone; secondo lo stesso autore avrebbe detto al suo aiutante di campo di sfiancare il cavallo, se necessario, per riferire all'Imperatore che avevano addosso l'intero esercito russo.
La corsa a Heinrichsdorf
Non potendo sboccare attraverso il bosco, i russi spostarono lo sforzo a nord, verso la strada di Königsberg. La posta era il villaggio di Heinrichsdorf, che dominava quella strada. Grouchy lo prese raccogliendo Nansouty, che aveva dovuto ripiegare; respinto a sua volta dalla cavalleria russa, fu liberato da una nuova carica di Nansouty, che ricacciò i cavalieri russi fin verso Friedland. La brigata di granatieri del generale Albert, della divisione Verdier, occupò Heinrichsdorf, e la divisione Dupas, del corpo di Mortier, si inserì tra quel villaggio e Posthenen. Più a nord le truppe di Mortier scacciarono i cosacchi dal villaggio di Schwonau.
Verso le nove circa 17 000 francesi fronteggiavano da 45 000 a 46 000 russi. Ma i russi, con le spalle all'Alle, avevano lasciato ai francesi le posizioni chiave, e le loro due ali comunicavano a fatica al di sopra del ruscello. Bennigsen si limitò per lo più a un cannoneggiamento e a scaramucce: l'occasione di schiacciare Lannes era passata.
Mezzogiorno: arriva Napoleone
Napoleone arrivò poco dopo mezzogiorno con lo stato maggiore e prese il comando. Diresse la battaglia da una piattaforma di legno eretta nel parco della tenuta di Posthenen. Alcuni suoi luogotenenti, si racconta, proposero di rinviare l'attacco all'indomani; egli avrebbe risposto che non si sorprende due volte il nemico in un simile errore. Il 14 giugno era inoltre il settimo anniversario di Marengo.
I suoi ordini erano semplici. Ney avrebbe preso la destra, tra Posthenen e il bosco di Sortlack; Lannes avrebbe tenuto il centro; Mortier la sinistra, a Heinrichsdorf; il 1° corpo di Victor e la Guardia avrebbero formato la riserva dietro Posthenen; la cavalleria si sarebbe ammassata verso Heinrichsdorf. L'attacco principale avrebbe colpito la sinistra russa, che Napoleone vedeva stretta nella sottile lingua di terra tra l'Alle e il ruscello del Mulino. Si trattava di sfondare fino ai ponti di Friedland: presa la città, i russi non avrebbero avuto scampo.
Un pomeriggio per schierarsi
Per diverse ore ancora i due eserciti mantennero le posizioni. Entrambi avevano forti distaccamenti verso Königsberg, e Napoleone attendeva le ultime truppe: la Guardia e il 1° corpo arrivarono solo verso le quattro. Intanto l'artiglieria copriva lo schieramento delle colonne che giungevano.
Dal campanile della chiesa di Friedland alcuni ufficiali russi segnalarono a Bennigsen l'avvicinarsi di forti colonne da ovest; le grida con cui veniva salutato l'Imperatore si udivano fino agli avamposti russi. Bennigsen capì finalmente il pericolo della sua posizione e ordinò la ritirata. Era troppo tardi: ripassare l'Alle su pochi ponti, sotto gli occhi di un esercito ormai più numeroso, era impossibile senza combattere. Secondo i racconti francesi, Napoleone avrebbe allora indicato Friedland a Ney ordinandogli di marciarvi contro senza guardarsi attorno e di prenderne i ponti.
Le 17.30: l'assalto di Ney
Alle 17.30 alcune rapide salve di una batteria di venti pezzi ruppero il silenzio: era il segnale. Ney uscì dal bosco di Sortlack e attaccò la sinistra russa di Bagration. La divisione Marchand avanzò a destra, la divisione Bisson a sinistra, seguite dai dragoni di Latour-Maubourg. I russi arretrarono davanti a loro; Marchand piegò a destra per ricacciare nell'Alle le truppe che si trovavano verso Sortlack.
Bennigsen vide in quel movimento un'apertura. Lanciò cosacchi e i reggimenti di cavalleria di Kologrivov nel varco che si apriva tra le due divisioni francesi. La carica fallì: i dragoni di Latour-Maubourg la ricevettero di fronte e la respinsero.
L'attacco si inceppa
Lo slancio di Ney si spezzò presto. Sulla riva destra dell'Alle le batterie della 14ª divisione russa, tenuta in riserva, presero di fianco le colonne francesi, e Bennigsen lanciò contro di esse una nuova massa di cavalleria. I cavalieri della Guardia russa, soprattutto le guardie a cavallo, si distinsero caricando nelle file serrate degli assalitori. Una parte del corpo di Ney cadde sotto il fuoco delle batterie e le sciabole dei cavalieri; le sue divisioni arretrarono in disordine.
Era il momento critico della giornata. Come a Eylau, la notte ormai vicina sembrava dover impedire un successo decisivo. Ma si era in giugno, il terreno era solido e Napoleone aveva ancora riserve intatte.
Sénarmont, l'artiglieria a contatto
Napoleone impegnò allora il 1° corpo di Victor. La divisione Dupont in testa, sostenuta dai dragoni di Latour-Maubourg, ricacciò gli squadroni russi sulla loro fanteria. Soprattutto, il generale Alexandre-Antoine de Sénarmont, che comandava l'artiglieria del corpo, portò avanti una trentina di pezzi — da trenta a trentasei secondo le fonti — e li avvicinò a balzi successivi alla massa russa ammassata nell'ansa dell'Alle.
Le distanze riferite danno la misura dell'audacia: la batteria sparò prima a circa 1600 metri, poi a 150, e finì, secondo il racconto russo, a una sessantina di passi. A quella distanza la mitraglia falciava intere file; i resti della cavalleria russa che cercavano di soccorrere la fanteria subirono la stessa sorte. In pochi minuti la difesa dell'ala sinistra russa crollò. Napoleone avrebbe ripreso questa concentrazione dell'artiglieria in massa, spinta fino al contatto, a Wagram, alla Moscova e nel 1813.
La ritirata di Bagration
Ricevuto l'ordine di ritirata, Bagration dispose le truppe in colonne per passare i ponti e fece partire per prima l'artiglieria. Le colonne si allungarono sulla strada di Friedland — l'attuale via Kutuzov di Pravdinsk — e gli artiglieri francesi, avvicinando ancora la batteria, le coprirono di palle e granate e poi spararono a mitraglia sui passaggi.
La retroguardia fu sacrificata per resistere. Il reggimento della Guardia Izmajlovskij e i granatieri di Pavlovsk caricarono più volte alla baionetta. Il capo dei granatieri di Pavlovsk, il maggior generale Nikolaj Mazovskij, ferito a un braccio e a una gamba, si fece portare da due granatieri davanti al reggimento per guidarlo un'ultima volta all'attacco; fu ucciso, dalla mitraglia secondo la maggior parte dei racconti. Lo stesso Bagration, spada in pugno, si sforzava di mantenere l'ordine. I granatieri di Pavlovsk, ultimi a ritirarsi, difesero le porte della città per coprire il passaggio.
Friedland in fiamme
Verso le 20 le truppe sfinite di Ney inseguirono i reggimenti spezzati della sinistra russa fin nelle strade di Friedland, che bruciava, e presero il castello. Ma non riuscirono a impadronirsi dei passaggi: ritirandosi, i russi avevano incendiato i loro ponti.
Nello stesso momento Lannes e Mortier, che fino ad allora avevano tenuto il centro e la destra russi sotto il fuoco della loro artiglieria, lanciarono la fanteria vedendo la città in fiamme. La divisione Dupont si distinse una seconda volta: guadò il ruscello del Mulino e attaccò di fianco il centro russo, che resistette con accanimento prima di cedere a poco a poco.
L'ala di Gorčakov in trappola
La situazione della destra russa, comandata dal principe Gorčakov, era ancora più grave. Separata da Bagration dal ruscello e dallo stagno del Mulino, si trovò tagliata fuori quando Ney raggiunse la città. Gorčakov decise di aprirsi la strada verso i ponti: le sue truppe varcarono il ruscello, rientrarono nella Friedland in fiamme, ne scacciarono i francesi alla baionetta e raggiunsero il fiume, per scoprire che quasi non restavano più ponti.
Alcuni ufficiali cercarono guadi a valle; li trovarono, e le truppe vi si gettarono sotto il fuoco. Lannes e Mortier, rinforzati senza sosta, spinsero i russi verso l'Alle, dove un numero imprecisato di soldati annegò. Verso le 21 passarono gli ultimi, tra cui la 7ª divisione di Dochturov. Due compagnie d'artiglieria, protette dagli ussari di Alessandria del generale Lambert, seguirono di notte la riva sinistra fino ad Allenburg e vi passarono l'Alle al mattino con i loro cannoni. Verso le 23 il cannone tacque. I francesi, che avevano marciato tutto il giorno prima di combattere, non erano in grado di inseguire.
Il bilancio
Le cifre delle perdite variano molto secondo le fonti. Da parte francese i dati ufficiali parlano di 1645 morti e 8995 feriti, circa 10 000 uomini fuori combattimento; altre stime vanno da 7000 a 12 000. Da parte russa gli storici stranieri indicano in genere da 20 000 a 25 000 uomini, gli autori russi da 10 000 a 15 000. Furono uccisi due generali russi, tra cui Mazovskij.
I francesi annunciarono la cattura di 80 cannoni e 12 000 prigionieri. Le testimonianze russe contestano con forza queste cifre: il generale Ermolov, che serviva nell'artiglieria russa, e lo stesso Bennigsen affermarono di aver lasciato solo pochi pezzi, smontati o impantanati nel fiume. L'inviato britannico Hutchinson, presente al quartier generale russo, scrisse che gli mancavano le parole per descrivere il valore delle truppe russe, che avrebbero vinto se il coraggio fosse bastato.
Il risultato militare, invece, non è in discussione: l'esercito russo era stato cacciato in disordine dalla riva sinistra e aveva perso una parte considerevole dei suoi effettivi. Il 16 giugno Königsberg si arrese al maresciallo Soult, che vi trovò ingenti provviste e migliaia di feriti russi.
Da Friedland a Tilsit
La sconfitta convinse il potere russo che la pace era necessaria. Nei giorni seguenti lo zar Alessandro I mandò emissari a Napoleone, e gli eserciti si fermarono sul Niemen. Il 25 giugno i due imperatori si incontrarono su una zattera ancorata in mezzo al fiume. Alessandro avrebbe accolto Napoleone dicendogli di odiare gli inglesi quanto lui; Napoleone avrebbe risposto che in tal caso la pace era fatta.
I trattati di Tilsit furono firmati il 7 luglio con la Russia e il 9 luglio con la Prussia. La Russia divenne alleata della Francia e aderì al Blocco continentale contro la Gran Bretagna. La Prussia perse quasi metà del suo territorio: i possedimenti a ovest dell'Elba formarono il regno di Vestfalia, affidato a Girolamo Bonaparte, e le acquisizioni delle spartizioni della Polonia il ducato di Varsavia, attribuito al re di Sassonia. Alcuni storici vedono in Friedland e Tilsit l'apogeo dell'Impero napoleonico: nessuna potenza continentale contestava più il predominio francese.
Ricompense e figure della giornata
Per il suo ruolo decisivo Victor fu elevato alla dignità di maresciallo dell'Impero il 13 luglio 1807. Secondo il racconto russo, Napoleone promise al generale Dupont il bastone di maresciallo per la sua prossima impresa. Da parte russa Bagration ricevette dallo zar una spada d'oro ornata di diamanti. Per Friedland fu anche conferita per la prima volta l'Insegna di distinzione dell'Ordine militare, la futura croce di San Giorgio dei soldati, creata pochi mesi prima: il numero 1 andò a Egor Mitrochin, sottufficiale del reggimento delle guardie a cavallo.
Tra i combattenti russi c'era una giovane donna di ventiquattro anni, Nadežda Durova, arruolata in un reggimento di cavalleria con il nome di Aleksandr Sokolov; divenne la prima donna ufficiale dell'esercito russo e raccontò più tardi nelle sue memorie questa «crudele e funesta battaglia». Anche il poeta soldato Denis Davydov e il futuro generale Aleksej Ermolov combatterono a Friedland.
Meissonier e la battaglia sognata
Friedland ha ispirato uno dei quadri più celebri dell'Ottocento. Ernest Meissonier lavorò quattordici anni, dal 1861 al 1875, a 1807, Friedland, la sua tela più ambiziosa, oggi al Metropolitan Museum of Art di New York. Vi si vede Napoleone su un cavallo bianco, bicorno sollevato, circondato tra gli altri da Berthier, Bessières, Duroc e Nansouty, mentre saluta dei corazzieri che passano al galoppo. Meissonier cominciò dal cielo e moltiplicò gli studi di ogni cavallo e di ogni uomo, aiutandosi con modelli in cera.
Il quadro fece scalpore, ma ebbe anche i suoi detrattori. Manet avrebbe scherzato che tutto sembrava d'acciaio, tranne le corazze. Il critico Henry Houssaye osservò soprattutto che la scena era immaginaria: Napoleone non passò in rassegna le truppe a Friedland.
Pravdinsk, la memoria di una battaglia
Friedland divenne sovietica nel 1945 e prese il nome di Pravdinsk nel 1946. La chiesa di San Giorgio, fondata nel 1313 e ricostruita in mattoni nel XIV secolo, il cui campanile servì da osservatorio agli ufficiali russi il 14 giugno 1807, fu usata come magazzino dal 1961 al 1991; oggi è una chiesa ortodossa.
Diversi luoghi conservano il ricordo dei soldati russi. Sulla facciata dell'ex ospedale, dove venivano curati i feriti e ai cui piedi si seppellivano quelli che vi morivano, due targhe in russo e in tedesco indicano la fossa comune dei soldati caduti nel 1807. Nel parco cittadino un obelisco del 1868 segna la tomba del generale Mazovskij; sostituisce una cappella eretta dal magistrato di Friedland, e la sua iscrizione contiene due errori, tra cui il nome del generale, scritto «Makovskij». Nel 1992 fu eretto un monumento ai soldati russi a Domnovo, l'antica Domnau. Nel 2001 un centro napoleonico francese pose una targa sulla casa dove l'Imperatore soggiornò nel giugno 1807. Dal 2007 a Pravdinsk si tengono rievocazioni della battaglia.
In Francia Friedland figura tra le vittorie incise sull'Arco di Trionfo dell'Étoile, e il boulevard Beaujon, vicino all'arco, fu ribattezzato avenue de Friedland nel 1864.
Per approfondire
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