Avvenimento

Prima campagna d'Italia

mars 1796 – avril 1797

Origini e Rivoluzione (1769-1799)

A ventisei anni, Bonaparte prese un'armata in stracci e separò i piemontesi dagli austriaci a Montenotte e Mondovì. Lodi, Castiglione, Arcole e infine Rivoli gli consegnarono la Lombardia e spezzarono quattro armate di soccorso. La campagna fondò la leggenda, riempì le casse del Direttorio e trasformò un generale in una potenza politica.

Un'armata in stracci

Il 27 marzo 1796 Bonaparte assunse a Nizza il comando dell'armata d'Italia: trentottomila uomini mal nutriti, senza paga da mesi, su un fronte che il Direttorio considerava secondario. Il suo proclama fu un contratto: «Soldati, siete nudi, mal nutriti… voglio condurvi nelle pianure più fertili del mondo». In sei giorni separò i piemontesi dagli austriaci a Montenotte, Millesimo e Mondovì; l'armistizio di Cherasco fece uscire il Piemonte dalla guerra.

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Lodi, Arcole, Rivoli

Il 10 maggio il ponte di Lodi fu preso alla baionetta; Milano cadde cinque giorni dopo. Quattro armate austriache di soccorso scesero successivamente dal Tirolo per liberare Mantova: Wurmser fu battuto a Castiglione e Bassano, Alvinczi ad Arcole dal 15 al 17 novembre, dove tre giorni di combattimenti nelle paludi si conclusero con un aggiramento, poi a Rivoli il 14 gennaio 1797. Mantova capitolò il 2 febbraio.

Il metodo era già completo: marce rapide, concentrazione sul punto debole, battaglia ingaggiata con superiorità locale contro un avversario numericamente superiore ma disperso.

Un generale che governa

Bonaparte non si limitò a vincere. Firmò gli armistizi, impose contribuzioni che pagavano l'armata e riempivano le casse di Parigi, prelevò quadri e manoscritti per il Louvre, creò le repubbliche Cisalpina e Ligure. Trattò con il papa a Tolentino senza riferirne al Direttorio.

Quando marciò su Vienna nella primavera del 1797 e impose i preliminari di Leoben, il rapporto si era rovesciato: il potere civile non dirigeva più il suo generale, ne registrava le decisioni. Campoformio, in ottobre, sarà la sua pace, non quella della Repubblica.

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