Origini e riforma del 1811
La lancia conosce un rinnovato interesse negli eserciti europei all'inizio del XIX secolo, sotto l'influenza in particolare degli ulani e lancieri polacchi. Napoleone dispone già di chevau-légers polacchi della Guardia; estende l'impiego della lancia a reggimenti di linea.
Nel 1811, più reggimenti di dragoni (e formazioni associate secondo le decisioni d'epoca) sono trasformati o riorganizzati in chevau-légers lancieri. Questa riforma mira a dotare la linea di una cavalleria leggera capace di rivaleggiare con i lancieri avversari.
Il dettaglio esatto delle conversioni reggimento per reggimento merita il ricorso agli ordini del giorno; l'orientamento generale — introduzione sistematica di lancieri di linea — è ben stabilito.
Organizzazione
I reggimenti di chevau-légers lancieri si organizzano in squadroni, impiegati come cavalleria leggera: esplorazione, fianchi, inseguimento e urto contro cavalleria.
Una parte degli uomini porta la lancia; altri, secondo l'organizzazione interna, combattono soprattutto alla sciabola — le fonti descrivono spesso una ripartizione per ranghi o compagnie. Conviene non immaginare ogni cavaliere con la lancia in pugno in permanenza.
Dopo il 1812, ricostruire reggimenti di lancieri addestrati e montati diventa difficile; l'arma resta tuttavia presente fino al 1815.
Uniforme e armamento
La lancia, con la sua fiamma (pennone) ben visibile, è l'arma emblematica. Offre una portata superiore alla sciabola nel primo contatto, particolarmente contro una cavalleria che non ne dispone.
Sciabola, pistole e talvolta carabina completano l'equipaggiamento. L'uniforme dei chevau-légers lancieri di linea si distingue per elementi che richiamano i modelli « alla polacca » (czapka per alcuni reggimenti, ornamenti), senza essere identica a quella della Guardia.
Maneggiare la lancia al galoppo esige un addestramento specifico; un reggimento appena convertito non raggiunge immediatamente l'efficacia di unità avvezze a quest'arma.
Tattica
All'urto, la linea di lance può disarcionare o trafiggere prima che entri in gioco la sciabola. Contro un'infanteria in quadrato, la lancia non fa miracoli: il fuoco e la baionetta restano temibili.
In inseguimento o contro una truppa dislocata, il lanciere è temibile. In duello di cavalleria leggera, costringe l'avversario a superare l'ostacolo della punta.
I capi devono gestire la rottura di formazione dopo il primo urto: la lancia diventa allora ingombrante, e la sciabola riprende i suoi diritti.
Fatti d'arme
I lancieri di linea si illustrano soprattutto nelle campagne del 1812-1813 e fino a Waterloo, cioè dopo la loro generalizzazione. La Moskova e i combattimenti di Germania li vedono impegnati all'interno della cavalleria leggera e di riserva.
Non bisogna confondere le loro azioni con la carica di Somosierra (30 novembre 1808), exploit dei chevau-légers polacchi della Guardia — altra formazione, altro status.
A Waterloo, lancieri francesi e alleati di Napoleone partecipano ai combattimenti di cavalleria; la giornata resta segnata dal fallimento delle cariche di fronte ai quadrati e dall'arrivo prussiano.
Eredità
Il XIX secolo europeo moltiplica i reggimenti di lancieri e ulani, eredi di questo entusiasmo napoleonico e polacco per la lancia. L'arma scompare progressivamente con la fine della cavalleria d'urto.
Per Empire Napoléon, i lancieri di linea ricordano che la Grande Armée sapeva importare e adattare le lezioni dei suoi alleati — in particolare polacchi — per modernizzare la sua cavalleria leggera.