Origini e prestigio
I carabinieri ereditano una tradizione d'élite che risale all'Ancien Régime e alla Rivoluzione. Sotto l'Impero, due reggimenti di carabinieri incarnano spesso il vertice della gerarchia sociale e militare della grossa cavalleria.
Li si distingue dai corazzieri per la storia del corpo, l'uniforme e, fino a un certo punto, il reclutamento. Sul campo di battaglia, tuttavia, il loro impiego si congiunge a quello della cavalleria di riserva.
La loro reputazione di unità « chic » non deve mascherare la durezza del servizio: cariche, tappe e perdite di cavalli li colpiscono come gli altri.
Organizzazione
I reggimenti di carabinieri si articolano in squadroni, integrati nelle divisioni di cavalleria pesante. Il loro effettivo globale resta inferiore a quello dell'insieme dei corazzieri.
Sono tenuti in riserva per i momenti decisivi, a fianco dei corazzieri, sotto gli ordini dei grandi comandanti di cavalleria dell'Impero.
Dopo le campagne micidiali — soprattutto 1812-1813 — il mantenimento di cavalli e cavalieri d'élite diventa una sfida permanente.
Uniforme e corazza
Prima dell'adozione generalizzata della corazza, i carabinieri sono spesso descritti in un abito chiaro (bianco o molto chiaro secondo periodi e fonti) e un elmo caratteristico a bruco o criniera, che li rende immediatamente identificabili.
Dopo le lezioni delle campagne — in particolare le perdite di fronte a lance e colpi di fuoco — ricevono una corazza, avvicinando la loro protezione a quella dei corazzieri. Le date e modalità esatte d'equipaggiamento variano secondo le fonti; si collocherà prudentemente questa evoluzione dopo il 1809.
La sciabola di cavalleria pesante e le pistole restano le armi di combattimento ravvicinato; la carabina, nonostante il nome del corpo, non è il centro della loro tattica di carica.
Tattica
Come i corazzieri, i carabinieri caricano per rompere e sfruttare. Il loro valore percepito sta tanto nella qualità degli uomini e delle montature quanto nel peso dell'urto.
Li si impegna volentieri quando la decisione sembra vicina — breccia di fanteria nemica, fianco scoperto, inseguimento. Lanciarli troppo presto, contro un'infanteria intatta in quadrato, espone a un fallimento sanguinoso.
Il coordinamento con l'artiglieria a cavallo e gli altri reggimenti pesanti è essenziale: la grossa cavalleria agisce raramente da sola nel piano di battaglia napoleonico.
Fatti d'arme
I carabinieri partecipano alle grandi giornate in cui è impegnata la cavalleria di riserva: Eylau, Wagram, la Moskova e le campagne di Germania del 1813. Gli stati di servizio e le memorie sottolineano la loro presenza nelle cariche decisive o disperate.
A Waterloo, elementi di cavalleria pesante francese — tra cui il sistema corazzieri/carabinieri — si usano contro i quadrati alleati. La giornata mostra i limiti dell'urto montato di fronte a un'infanteria ferma e a un'artiglieria ben servita.
Il dettaglio dei reggimenti impegnati a ogni ora varia secondo le fonti; l'insieme della grossa cavalleria francese vi lascia una parte importante della sua efficacia.
Eredità
Nell'iconografia, il carabiniere d'Impero — elmo, abito chiaro poi corazza — resta una figura d'eleganza marziale. I musei d'uniformi ne conservano pezzi ricercati.
Per questo wiki, ricordano che la cavalleria pesante non era monolitica: tra corazzieri e carabinieri esisteva una gerarchia di prestigio all'interno dello stesso mestiere d'urto.