Avvenimento

Sovranità dell'isola d'Elba

4 maggio 1814

Impero — Declino (1812-1815)

Sbarcato a Portoferraio, l'imperatore di un'isola di dodicimila abitanti disegnò una bandiera, aprì strade, riorganizzò le miniere di ferro e le saline. Sua madre e sua sorella Paolina lo raggiunsero; Maria Luisa e suo figlio, trattenuti a Vienna, mai. La rendita promessa non arrivava e le notizie dalla Francia erano cattive: dieci mesi bastarono a preparare il ritorno.

Un imperatore di dodicimila sudditi

Napoleone sbarcò a Portoferraio il 4 maggio 1814. L'isola d'Elba, fra la Corsica e la Toscana, contava una dozzina di migliaia di abitanti e viveva di ferro, sale, vigna e pesca. Il trattato di Fontainebleau gliene dava la piena sovranità.

La esercitò alla lettera. Disegnò una bandiera — fondo bianco, banda rossa in diagonale, tre api d'oro —, si installò alla Palazzina dei Mulini sopra il porto, comprò la villa di San Martino per l'estate e governò con una piccola amministrazione ricalcata su quella dell'Impero.

Dieci mesi di lavori

In dieci mesi fece aprire strade, risanare le vie di Portoferraio, piantare castagni e gelsi, riorganizzare lo sfruttamento delle miniere di ferro di Rio, principale risorsa dell'isola, e rimettere in ordine le saline. Riformò l'ospedale, creò un teatro, impose un regolamento alla sua guardia.

Sua madre Letizia e la sorella Paolina lo raggiunsero. Maria Luisa e il re di Roma, trattenuti a Vienna dalla corte d'Austria, non sarebbero mai venuti; lo apprese a poco a poco, da lettere sempre più rade.

Le ragioni della partenza

La rendita di due milioni promessa dal trattato non veniva versata: la cassa dell'isola si esauriva, e il mantenimento della guardia diventava impossibile. A Vienna, dove sedeva il congresso, si parlava apertamente di trasferirlo più lontano, alle Azzorre o a Sant'Elena.

Dalla Francia arrivavano notizie convergenti: l'impopolarità dei Borbone, gli ufficiali a mezza paga, l'esercito umiliato. Il 26 febbraio 1815, approfittando dell'assenza del commissario inglese Campbell, si imbarcò sul brigantino l'Inconstant con un migliaio di uomini. Sbarcò a Golfe-Juan il 1º marzo.

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