Residenze imperiali

Fontainebleau

Palazzo e abdicazione del 1814

48.4024°N, 2.6998°E

Il castello di Fontainebleau fu teatro dell'abdicazione di Napoleone, il 6 aprile 1814. Vi firmò il trattato che gli concedeva l'isola d'Elba.

Contesto storico

La Rivoluzione aveva venduto i mobili del castello; Napoleone lo riarredò dal 1804 e ne fece, con Saint-Cloud e Compiègne, una delle tre residenze dell'Impero. Amava quella «casa dei secoli», abbastanza vasta per ospitare una corte e abbastanza antica per dare alla sua una genealogia. Vi fece allestire il suo piccolo appartamento e una sala del Trono, l'unica conservata in Francia nel suo stato originale.

Pio VII vi fu ricevuto nel novembre 1804, alla vigilia dell'incoronazione. Lo stesso papa vi sarà tenuto prigioniero dal giugno 1812 al gennaio 1814 e vi firmerà, sfinito, il concordato di Fontainebleau che ritratterà due mesi dopo: il castello fu il luogo della rottura con Roma prima di essere quello della caduta.

Il 31 marzo 1814 l'Imperatore vi giunse da Troyes; Parigi aveva appena capitolato. Il 4 aprile i marescialli rifiutarono di marciare sulla capitale; il 6 firmò l'abdicazione senza condizioni. Il trattato dell'11 aprile gli lasciò il titolo imperiale e l'isola d'Elba. Nella notte tra il 12 e il 13 ingerì un veleno riportato dalla Russia, ormai troppo vecchio per ucciderlo.

Il 20 aprile, nel cortile del Cavallo Bianco, prese congedo dalla Vecchia Guardia e abbracciò la bandiera del 1º granatieri. Il cortile porta da allora il nome di cortile degli Addii, e la sua scala a ferro di cavallo è rimasta la scenografia più riprodotta del 1814.

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