Luoghi all'estero

Isola d'Elba

Primo esilio (1814-1815)

42.7667°N, 10.2333°E

Con il trattato di Fontainebleau, Napoleone ricevette la sovranità sull'isola d'Elba. Vi sbarcò il 4 maggio 1814 e vi rimase fino alla fuga del 26 febbraio 1815.

Contesto storico

Il trattato dell'11 aprile 1814 gli diede la piena sovranità di un'isola di duecentoventiquattro chilometri quadrati e dodicimila abitanti, con una guardia di quattrocento uomini e due milioni di rendita annua a carico della Francia. Sbarcò a Portoferraio il 4 maggio, accolto dalle campane e da una popolazione curiosa.

Governò come aveva sempre governato. Una bandiera disegnata di sua mano — fondo bianco, banda rossa, tre api —, un catasto, strade aperte, le miniere di ferro di Rio e le saline rilanciate, un teatro ricavato in un'antica cappella, un ospedale. Bastarono due residenze: i Mulini, in città, e San Martino in campagna.

La corte era esigua. Sua madre Letizia e sua sorella Paolina lo raggiunsero; Maria Luisa e il re di Roma, trattenuti a Vienna, mai. La rendita promessa non arrivava, il commissario britannico Campbell sorvegliava i movimenti del porto, e le notizie dalla Francia parlavano di ufficiali a mezza paga e di emigrati che reclamavano le loro terre.

Dieci mesi bastarono. Il 26 febbraio 1815, approfittando di un'assenza di Campbell, salì sull'Inconstant con millecento uomini. L'isola ha conservato le sue due case, oggi musei nazionali italiani, e il ricordo dell'unico sovrano che abbia mai avuto tutto per sé.

Per approfondire

Libri consigliati per andare oltre (link affiliati)

Vai al negozio completo →

In qualità di Partner Amazon, questo sito ottiene un guadagno dagli acquisti idonei.

Sostenere l’enciclopedia

Empire Napoléon è un progetto indipendente. Il tuo contributo aiuta a arricchire i contenuti e a mantenere il sito.

Fai una donazione

Scopri il progetto

Pagamento sicuro sulla piattaforma scelta.

Torna ai luoghi