Luoghi all'estero

Savona

Pio VII prigioniero, 1809-1812

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Rapito da Roma nel luglio 1809, papa Pio VII fu detenuto quasi tre anni nel palazzo vescovile di Savona, in Liguria. Isolato e privato dei consiglieri, rifiutò tuttavia di istituire i vescovi nominati dall'Imperatore.

Contesto storico

Il conflitto covava dal blocco continentale: Napoleone esigeva che i porti pontifici si chiudessero agli inglesi, il papa rifiutava in nome della neutralità spirituale. Nel maggio 1809 lo Stato Pontificio fu annesso; Pio VII rispose con la bolla Quum memoranda, che scomunicava gli spogliatori. Nella notte fra il 5 e il 6 luglio il generale Radet scalò il Quirinale e rapì il papa — per un ordine che Napoleone negò di aver dato e che non sconfessò mai.

Dopo un viaggio estenuante per Grenoble e Nizza, Pio VII fu installato nell'agosto 1809 nel palazzo vescovile di Savona. Il regime era quello di un ostaggio ben trattato: appartamenti decorosi, ma posta controllata, visitatori filtrati, cardinali tenuti a distanza. Gli tolsero perfino l'anello e le penne per impedirgli di scrivere brevi.

Il braccio di ferro verteva su un punto preciso e decisivo: l'istituzione canonica. Napoleone nominava i vescovi, ma solo il papa poteva conferire loro la giurisdizione. Pio VII rifiutò, e trenta diocesi restarono vacanti. Il concilio nazionale riunito a Parigi nel 1811 non riuscì ad aggirare l'ostacolo; la Chiesa di Francia si spaccò fra fedeltà al sovrano e fedeltà alla sede di Pietro.

Nel giugno 1812, alla vigilia della campagna di Russia, il papa malato fu trasferito a forza a Fontainebleau, a tappe forzate e sotto falso nome. Vi firmò nel gennaio 1813 un concordato che ritrattò due mesi dopo. Liberato nel gennaio 1814, rientrò a Roma il 24 maggio in un trionfo popolare. Savona fece di quel vecchio senza esercito uno dei pochi avversari che l'Impero non seppe piegare.

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