Origini e creazione
I cacciatori a piedi della Guardia, prolungamento dei cacciatori della Guardia consolare, diventano dal 1804 l’altro pilastro della fanteria di Vecchia Guardia. Dove il granatiere incarna la massa e la statura, il cacciatore a piedi incarna un’élite un po’ più flessibile, altrettanto selezionata sul servizio e la condotta.
Il 1º reggimento di cacciatori a piedi della Guardia Imperiale costituisce il nucleo storico. Un 2º reggimento appare poi, sullo stesso modello dei granatieri, per accompagnare la crescita della Guardia senza rinunciare al principio di selezione.
Nello spirito di Napoleone, granatieri e cacciatori a piedi non sono ridondanti: formano una coppia complementare, capace di tenere il fuoco in linea o di avanzare in colonna quando la riserva è finalmente liberata.
Organizzazione ed effettivi
L’organizzazione riprende lo schema reggimentale della fanteria di Guardia: battaglioni, compagnie, quadri esperti. Gli effettivi seguono le stesse costrizioni di quelli dei granatieri — attrito delle campagne, rinnovo prudente dei ranghi.
Sul terreno, i cacciatori a piedi operano spesso a fianco dei granatieri nelle disposizioni di riserva. Mortier e i generali di fanteria di Guardia — Curial tra gli altri — coordinano il loro impiego. Bessières, sebbene capo della cavalleria di Guardia, partecipa alle decisioni di impegno dell’insieme della riserva imperiale.
Il posto nella gerarchia Vecchia / Media / Giovane Guardia è chiaro: i cacciatori a piedi appartengono alla Vecchia Guardia allo stesso titolo dei granatieri, al di sopra dei fucilieri e ben al di sopra dei tiratori della Giovane Guardia.
Uniforme, armamento e reclutamento
Contrariamente a una confusione frequente con i cacciatori a cavallo, i cacciatori a piedi della Guardia non si definiscono per una tunica interamente verde. Il loro abito resta nella gamma blu della fanteria di Guardia; sono soprattutto il pennacchio, le distinzioni di colletto e paramani, nonché certi dettagli del berretto da pelo, a differenziarli dai granatieri.
I criteri di reclutamento sono vicini a quelli dei granatieri: anzianità, campagna, buona condotta. La statura minima è talvolta indicata leggermente inferiore a quella richiesta per i granatieri, il che amplia un po’ il vivaio senza aprire la porta a qualsiasi fante.
L’armamento è quello della fanteria d’élite: fucile regolamentare, baionetta, sciabola-briquet. L’addestramento insiste sul fuoco disciplinato e sulla solidità in quadrato contro la cavalleria — competenze vitali nel 1813-1815.
Fatti d’arme
Ad Austerlitz, i cacciatori a piedi condividono il ruolo di riserva centrale. Il loro impegno diretto varia secondo le fasi; la loro presenza conta tanto quanto le loro salve.
Durante le campagne di Prussia e Polonia, poi a Wagram, seguono il destino comune della Vecchia Guardia: raramente consumati in prima linea all’inizio di una battaglia, decisivi quando Napoleone giudica giunto il momento. Alla Moskowa, come i granatieri, restano a lungo indietro mentre la linea sanguina sulle ridotte.
La ritirata del 1812 e le battaglie di Germania mettono alla prova quadri già provati. Nel 1814, sul suolo francese, i cacciatori a piedi partecipano ai combattimenti difensivi in cui la Guardia serve ancora da ultimo baluardo.
A Waterloo, condividono la sorte della Vecchia Guardia: partecipazione alla resistenza finale più che alla penetrazione fallita della Media Guardia. Il loro ripiegamento ordinato — per quanto possibile nella rotta — alimenta l’immagine di una fanteria che cede il terreno senza cedere l’onore.
Eredità e memoria
Meno « iconici » dei granatieri nell’immaginario popolare, i cacciatori a piedi non sono per questo meno essenziali alla comprensione della Vecchia Guardia. Senza di loro, il quadro della fanteria d’élite sarebbe troncato.
Le collezioni di uniformi e le rievocazioni moderne insistono sui dettagli che li distinguono dai granatieri: prova che l’occhio contemporaneo, come quello del 1810, sapeva leggere una gerarchia nel colore di un pennacchio.