Avvenimento

Il Memoriale di Sant'Elena

1823

Memoria e leggenda (1821-1861)

Pubblicate da Las Cases, le conversazioni dell'esilio presentavano un Napoleone liberale, araldo delle nazionalità e dell'unità europea, vittima dei re coalizzati. Il libro fu uno dei maggiori successi editoriali dell'Ottocento e plasmò la leggenda dorata fino alla generazione romantica. Fu in gran parte quel testo, più dei Bollettini, a rendere possibile il Secondo Impero.

Diciotto mesi di dettatura

Emmanuel de Las Cases, ex emigrato divenuto ciambellano, aveva seguito Napoleone a bordo del Northumberland. Fin dall'arrivo a Longwood annotò ogni giorno le conversazioni dell'Imperatore, aiutato dal figlio che ne curava la bella copia.

Il lavoro si interruppe bruscamente: alla fine del 1816 Hudson Lowe fece espellere Las Cases da Sant'Elena e sequestrò le sue carte. Le avrebbe recuperate più tardi in Europa. Napoleone morì nel 1821; il Memoriale di Sant'Elena apparve nel 1823, in otto volumi.

Il Napoleone del Memoriale

Il libro non racconta soltanto l'esilio: riscrive il regno. Il Napoleone che vi parla è un liberale contrariato, che avrebbe voluto coronare l'Impero con istituzioni rappresentative; un campione delle nazionalità, che preparava l'unità dell'Italia e della Germania; il promotore di un'«associazione europea» dei popoli, uniti da una moneta e da leggi comuni.

Le guerre vi diventano difensive, imposte dai re coalizzati e dall'Inghilterra. Gli episodi imbarazzanti — il duca d'Enghien, la Spagna, il ripristino della schiavitù — sono spiegati, minimizzati o taciuti. È un'arringa, ed è costruita in modo notevole.

Il libro che fece il Secondo Impero

Il successo fu immenso, uno dei più grandi del secolo in libreria. Il testo incontrò una generazione romantica stanca della Restaurazione: Béranger lo mise in canzoni, Hugo, Balzac e Stendhal ne nutrirono le pagine, gli ufficiali a mezza paga e i veterani lo diffusero nelle campagne.

Da questa leggenda dorata uscirono il ritorno delle ceneri nel 1840 e, otto anni dopo, l'elezione di un nipote che quasi nessuno conosceva. Una leggenda nera le rispose, da Madame de Staël a Chateaubriand e poi a Lanfrey; il dibattito su Napoleone nacque con questi due libri e non si è mai chiuso.

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