Luoghi all'estero

Sant'Elena

Ultimo esilio di Napoleone

-15.9582°N, -5.7167°E

L'isola britannica di Sant'Elena, sperduta nell'Atlantico meridionale, accolse Napoleone dal 15 ottobre 1815 fino alla morte, il 5 maggio 1821. Longwood House divenne la sua residenza forzata.

Contesto storico

La scelta fu deliberata: dopo l'isola d'Elba, Londra voleva una prigione che la geografia custodisse da sola. Sant'Elena è un vulcano di centoventi chilometri quadrati a millenovecento chilometri dalla costa africana, tenuto da una guarnigione di duemila uomini, con due navi in stazione permanente. Vi sbarcò il 15 ottobre 1815.

Dopo due mesi ai Briars, si stabilì in dicembre a Longwood, antica fattoria dell'altopiano battuta dagli alisei, tanto umida che le carte ammuffivano e i tendaggi marcivano. Attorno a lui una corte di pochi fedeli: Bertrand, Montholon, Gourgaud, Las Cases e il valletto Marchand.

Il governatore Hudson Lowe, giunto nell'aprile 1816, applicò il regolamento alla lettera: spese tagliate, passeggiate limitate, visite controllate, titolo imperiale negato. Gli scontri furono costanti. In mancanza d'azione, Napoleone dettava: le campagne d'Italia e d'Egitto, ricordi, giudizi sugli uomini; nel 1816 Las Cases portò via il manoscritto che divenne il Memoriale.

Morì il 5 maggio 1821 e riposò nella valle del Geranio sotto una lastra lasciata vuota, per mancanza d'accordo sul nome da incidere. Il corpo ripartì nel 1840 per gli Invalides. Longwood e la valle, acquistati dalla Francia nel 1858, formano da allora un dominio francese amministrato dal ministero degli Affari esteri.

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