Avvenimento

Gran Sinedrio

9 février 1807

Impero — Apogeo (1804-1809)

Dopo l'assemblea dei notabili ebrei del 1806, un Gran Sinedrio di settantuno membri si riunì a Parigi per dare forza religiosa alle risposte fornite all'Imperatore. Ne uscirono il riconoscimento del primato della legge civile e, nel 1808, l'organizzazione dei concistori. L'emancipazione restò però accompagnata dal «decreto infame» che limitò per dieci anni il credito e la residenza degli ebrei d'Alsazia.

Dodici domande ai notabili

Nel 1791 la Francia era stata il primo Stato d'Europa a concedere agli ebrei la piena cittadinanza. Quindici anni dopo, lamentele venute dall'Alsazia sull'indebitamento contadino servirono da pretesto per un riesame. Napoleone convocò un'assemblea di notabili ebrei, che si riunì a Parigi nel luglio 1806.

Le furono poste dodici domande, tutte costruite sullo stesso asse: il diritto religioso ebraico è compatibile con il Codice civile e con il dovere verso la patria? Poligamia, divorzio, matrimoni misti, usura, servizio militare — le risposte dell'assemblea furono uniformemente favorevoli al primato della legge civile.

Il Sinedrio del 1807

Per dare a quelle risposte un'autorità propriamente religiosa, l'Imperatore fece convocare un Gran Sinedrio, dal nome dell'assemblea di Gerusalemme scomparsa dall'Antichità. Settantuno membri, per due terzi rabbini, sedettero a Parigi dal 9 febbraio 1807 sotto la presidenza di David Sinzheim, rabbino di Strasburgo.

Il Sinedrio trasformò le risposte dei notabili in decisioni dottrinali: in materia civile la legge dello Stato obbliga i fedeli, e la Francia è la patria. È l'atto fondatore dell'ebraismo francese moderno — e, per i suoi critici, una sottomissione strappata dal potere.

Concistori e decreto infame

Due decreti del 17 marzo 1808 ne trassero le conseguenze. Il primo organizzò il culto in concistori dipartimentali sormontati da un concistoro centrale, sul modello già applicato ai protestanti: è la struttura che governa ancora l'ebraismo francese.

Il secondo, celebre col nome di «decreto infame», sospese o annullò crediti e sottopose il commercio degli ebrei dei dipartimenti orientali ad autorizzazioni speciali, per dieci anni. Non fu rinnovato e decadde nel 1818. L'emancipazione sarà dunque stata concessa con una mano e ristretta con l'altra.

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