Avvenimento

Concordato con Pio VII

15 juillet 1801

Consolato (1799-1804)

Firmato con Roma e promulgato in aprile 1802, il Concordato riconobbe il cattolicesimo come «religione della grande maggioranza dei francesi» senza farne una religione di Stato. Il Primo Console nominava i vescovi, che il papa istituiva; il clero divenne stipendiato e le vendite dei beni nazionali restarono acquisite. Gli Articoli organici, aggiunti unilateralmente, inquadrarono strettamente la Chiesa e avvelenarono a lungo il rapporto con Pio VII.

Dieci anni di scisma

La Costituzione civile del clero del 1790 aveva spaccato la Francia in due Chiese, giurati contro refrattari; la scristianizzazione dell'anno II chiuse le parrocchie e il Terrore ghigliottinò o deportò migliaia di preti. Bonaparte, privo di fede ma con acuto senso dell'ordine pubblico, volle disinnescare la frattura religiosa che alimentava la sciuaneria: «Una società senza religione è come un vascello senza bussola».

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Otto mesi di trattativa

I colloqui con Pio VII, aperti nel novembre 1800, durarono otto mesi e ventuno redazioni. Il testo firmato il 15 luglio 1801 riconobbe il cattolicesimo come «religione della grande maggioranza dei cittadini francesi», non come religione di Stato. Il Primo Console nominava i vescovi, che il papa istituiva canonicamente; tutti i titolari, costituzionali e refrattari, dovevano dimettersi. Il clero divenne stipendiato dallo Stato e prestò giuramento; in cambio Roma rinunciò definitivamente ai beni nazionali venduti.

Gli Articoli organici

Alla promulgazione, nell'aprile 1802, il governo aggiunse unilateralmente settantasette Articoli organici che Roma non aveva mai visto: controllo dei seminari, dei catechismi, delle processioni, placet governativo per ogni bolla. Pio VII protestò senza rompere.

Il Concordato sopravvisse tuttavia a tutti i regimi: resse i culti in Francia fino alla separazione del 1905 e resta in vigore in Alsazia-Mosella.

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