La città era un dispositivo militare tanto quanto una capitale di provincia: cittadella di Vauban, arsenale, ponti sul Reno, depositi. Già sotto l'Ancien Régime Kellermann ne fu governatore nel 1788. Ogni esercito che voglia agire nella Germania meridionale comincia da Strasburgo, e ogni esercito che venga dalla Germania vi urta contro.
Il grande momento è il settembre 1805. Il campo di Boulogne fu levato in tre settimane e la Grande Armée attraversò la Francia per corpi separati; varcò il Reno a Strasburgo e a valle fra il 25 settembre e il 1º ottobre. Un mese dopo Mack capitolava a Ulma senza aver dato battaglia campale: la marcia aveva fatto più del fuoco.
Giuseppina vi soggiornò durante la campagna, al palazzo Rohan, tenendovi una corte d'attesa mentre l'esercito scendeva il Danubio. La città serviva anche da posta e da passaggio dei corrieri: in un impero che si governa a cavallo, Strasburgo era un nodo d'informazione tanto quanto di truppe.
Nel 1814 la logica si rovesciò. Bloccata dai coalizzati, la piazza tenne fino all'abdicazione; nel 1815 fu di nuovo assediata dopo Waterloo. Città di frontiera, servì tutti i regimi che si succedettero — e conservò dell'Impero l'arsenale, le caserme e il ricordo dei passaggi.