Rifare l'Europa in quattro
Aperto nel settembre 1814, il congresso riunì a Vienna i sovrani e duecento delegazioni, in un turbine di balli di cui il principe di Ligne dirà che «balla ma non cammina». Le decisioni si prendevano in realtà tra quattro potenze: l'Austria di Metternich, la Russia di Alessandro, la Prussia di Hardenberg e la Gran Bretagna di Castlereagh.
Come Talleyrand rientra in gioco
Rappresentante di un paese sconfitto ed escluso dal direttorio dei quattro, Talleyrand impose il principio di legittimità — i troni appartengono alle dinastie, non ai conquistatori — che diede alla Francia una voce morale. La disputa su Sassonia e Polonia fece il resto: il 3 gennaio 1815 firmò con Londra e Vienna un'alleanza segreta diretta contro Russia e Prussia. La Francia era tornata una potenza del concerto.
L'atto finale
Il principio guida era l'equilibrio e il contenimento della Francia: regno dei Paesi Bassi a nord, Prussia insediata in Renania, Piemonte ingrandito di Genova, Svizzera neutralizzata. La Germania divenne una Confederazione di trentanove Stati presieduta dall'Austria; il Lombardo-Veneto tornò a Vienna; la Polonia fu un regno legato allo zar.
L'atto finale fu firmato il 9 giugno 1815, nove giorni prima di Waterloo, il cui esito non cambierà nulla delle sue clausole. Questo sistema, completato dalla Santa Alleanza, resse fino alle rivoluzioni del 1848 e, nell'essenziale, fino al 1914: non ci sarà guerra generale in Europa per novantanove anni.
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