Avvenimento

Colpo di Stato del 18 Brumaio

9 novembre 1799

Origini e Rivoluzione (1769-1799)

Il 18 brumaio dell'anno VIII, Napoleone Bonaparte, sostenuto da Sieyès e da suo fratello Lucien Bonaparte, rovesciò il Direttorio. La sessione del Consiglio dei Cinquecento a Saint-Cloud si trasformò in confusione; l'intervento dei granatieri e di Lucien permise a Napoleone di prendere il potere. Fu istituito il Consolato, Napoleone divenne Primo Console.

Un regime allo stremo

Il Direttorio si reggeva ormai solo sui colpi di mano: fruttidoro anno V contro i realisti, fiorile anno VI contro i giacobini, pratile anno VII contro gli stessi Direttori. Le finanze erano in rovina, la guerra era ripresa in Italia e in Germania, la coscrizione sollevava l'ovest e il sud della Francia.

Sieyès, entrato nel Direttorio nel maggio 1799, cercava una spada per rivedere la Costituzione. Morto Joubert a Novi, si rivolse a Bonaparte, rientrato dall'Egitto il 9 ottobre e accolto come un salvatore, senza che nessuno gli rimproverasse l'esercito abbandonato.

Le due giornate

Il 18 brumaio gli Anziani, invocando un complotto giacobino, trasferirono i Consigli a Saint-Cloud e affidarono a Bonaparte il comando delle truppe di Parigi. Sieyès e Ducos si dimisero, Barras fu costretto a seguirli: il Direttorio cessò di esistere in una mattina.

La mattina del 19, all'Orangerie, i Cinquecento accolsero Bonaparte al grido di «fuorilegge!» e lo strattonarono; ne uscì pallido, il volto graffiato. Fu Luciano Bonaparte, presidente dell'assemblea, a salvare la giornata: lasciò lo scranno, arringò i granatieri giurando di trafiggere il fratello se avesse attentato alla libertà, e fece sgomberare la sala alla baionetta da Murat e Leclerc.

Il Consolato

La sera stessa alcune decine di deputati favorevoli votarono la soppressione del Direttorio e consegnarono il potere a tre consoli provvisori: Bonaparte, Sieyès, Ducos. La Costituzione dell'anno VIII, promulgata il 24 dicembre, farà del primo di essi il padrone dell'esecutivo; Sieyès, che credeva di impugnare la spada, fu spostato al Senato conservatore.

Il proclama del 15 dicembre chiuse la sequenza aperta nel 1789 con una frase rimasta celebre: «Cittadini, la Rivoluzione è fissata ai principi che l'hanno iniziata: è finita».

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