Battaglia Vittoria francese

Lützen

2 maggio 1813 · Lützen e Gross-Görschen, Sassonia

Il 2 maggio 1813 Wittgenstein e Blücher sorpresero a sud di Lützen il corpo di Ney, sistemato nei villaggi di Gross-Görschen e Kaja. I giovani coscritti tennero per tutto il pomeriggio, finché Napoleone, accorso sul campo di battaglia, sfondò la linea alleata con l'artiglieria di Drouot e la Giovane Guardia. Senza cavalleria non poté sfruttare la vittoria.

Forze in campo

Esito: Vittoria francese

Tricolore (1794)

Francia

  • Napoléon
  • Ney
  • Marmont
  • Bertrand
  • Macdonald

Da 78 000 a 145 000 uomini secondo le stime

Perdite: Da 19 655 a 22 000 tra morti e feriti (2757 morti e 16 898 feriti secondo Ney)

Bandiera bianca, blu e rossa dell’Impero russoBandiera del Regno di Prussia (modello del 1803)

Russia · Prussia

  • Wittgenstein
  • Blücher
  • Yorck
  • Scharnhorst

Da 70 000 a 96 000 uomini secondo le stime

Perdite: Da 11 500 a 20 000 uomini secondo la maggior parte delle stime

Bandiere: David Liuzzo, Wikimedia Commons

Coordinate della battaglia

Lützen

Coordinate 51,2162° N · 12,1832° E

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Resoconto della battaglia

Dopo la Russia

Dopo la ritirata di Russia, l'esercito dello zar Alessandro passò il Niemen già nel dicembre 1812 e respinse verso ovest i resti della Grande Armée, prima dietro l'Oder, poi dietro l'Elba. La Prussia cambiò campo: alla fine di febbraio 1813 Federico Guglielmo III si alleò con la Russia, il 16 marzo dichiarò guerra alla Francia e il giorno dopo chiamò alle armi il suo popolo. In Germania il principe Eugenio, che aveva assunto il comando dopo la partenza di Murat, teneva la linea dell'Elba.

Napoleone, dal canto suo, ricostituì un esercito in pochi mesi. Levò circa 200 000 uomini, per lo più giovani coscritti senza esperienza, ma gli mancava gravemente la cavalleria, perduta in Russia. Il 26 aprile lasciò Magonza per prendere la guida delle operazioni. Il 30 passò la Saale a Weissenfels; il 1° maggio, a Rippach, il maresciallo Bessières fu ucciso da una palla di cannone.

L'attacco a sorpresa di Wittgenstein

Napoleone marciava su Lipsia in più colonne. Per coprire il fianco destro, il corpo di Ney, cinque divisioni e circa 45 000 uomini, si sistemò attorno a Lützen e in quattro villaggi a sud-est: Kaja, Klein-Görschen, Gross-Görschen e Rahna. Per mancanza di cavalleria le ricognizioni francesi erano scadenti, e l'imperatore credeva l'esercito alleato disperso più a sud.

Il generale russo Wittgenstein, che comandava l'esercito russo-prussiano, contava invece sulla superiorità della sua cavalleria e sull'esperienza dei suoi veterani. Convinto che il fianco francese fosse difeso soltanto da un debole distaccamento a Kaja, decise di sorprenderlo, di sfondare fino a Lützen e di tagliare in due l'esercito di Napoleone in marcia. Il 2 maggio i prussiani di Blücher avanzavano in testa.

Ney tiene i villaggi

L'attacco prussiano partì tardi, verso le 11.30. Trovandosi davanti a Gross-Görschen un'intera divisione invece del debole posto che si aspettava, Blücher si fermò per far avanzare l'artiglieria; il ritardo diede al generale Souham il tempo di occupare il villaggio e al generale Girard quello di radunare i suoi uomini. Poco dopo mezzogiorno il combattimento divenne generale. Souham dovette cedere sotto il fuoco, ma Ney arrivò al galoppo e lanciò un violento contrattacco. I villaggi furono presi e ripresi, e i giovani coscritti del III corpo subirono perdite pesanti.

Napoleone, che si trovava a Markranstädt, sulla strada di Lipsia, udì il cannoneggiamento. Ordinò a Ney di tenere a ogni costo e diresse verso il campo di battaglia il corpo di Marmont, quello di Bertrand contro la sinistra alleata, quello di Macdonald contro la destra e la Guardia verso Kaja. Egli stesso giunse verso le 14.30.

Napoleone a cavallo, in redingote grigia, circondato dal suo stato maggiore, osserva un campo di battaglia coperto di fumo dove avanzano colonne di fanteria; in primo piano feriti e soldati della Guardia
Joseph Beaume, La battaglia di Lützen, 2 maggio 1813, 1836-1837, olio su tela. Reggia di Versailles, pubblico dominio, Wikimedia Commons.

Napoleone sotto il fuoco

La situazione era critica: il corpo di Ney, sfinito, stava per cedere, e Marmont era duramente incalzato. Napoleone percorse le file dei coscritti in disordine, li radunò e li ricondusse egli stesso alla carica. Marmont avrebbe scritto che quello fu probabilmente il giorno di tutta la sua carriera in cui Napoleone corse il maggior pericolo personale su un campo di battaglia. Si rifiutò tuttavia di impegnare la Guardia troppo presto, per lasciare a Bertrand e a Macdonald il tempo di raggiungere i fianchi del nemico.

Presso gli alleati i contrattempi si accumulavano. Blücher fu ferito; anche il generale Scharnhorst, uno degli artefici della riforma dell'esercito prussiano, fu colpito. La ferita era lieve, ma la ritirata impedì di curarla a dovere: si infettò, e Scharnhorst ne morì a Praga il 28 giugno. Lo zar tratteneva le riserve russe per guidare di persona l'assalto finale. Verso le 16 i prussiani di Yorck arrivarono vicino a Kaja, ma un contrattacco della Giovane Guardia ristabilì la linea francese.

«La Garde au feu»

Verso le 17.30 Macdonald prese Eisdorf, sulla sinistra di Ney, e Bertrand si collegò alla destra di Marmont: Napoleone aveva ormai la superiorità numerica. Alle 18 il generale Drouot schierò settanta cannoni a sud-ovest di Kaja e li spinse avanti quasi a bruciapelo. La Giovane Guardia si lanciò in quattro colonne, sostenuta dalla Vecchia Guardia e dalla cavalleria della Guardia, mentre Marmont, Bertrand e Macdonald attaccavano sulle ali. Rahna, Klein-Görschen e Gross-Görschen furono riprese, e la linea alleata cominciò a sfaldarsi. Ma calava la notte, che pose fine al combattimento.

Bilancio

La vittoria costò cara: secondo le cifre di Ney i francesi persero 19 655 uomini, 2757 morti e 16 898 feriti, e fino a 22 000 secondo altre stime. La maggior parte degli autori valuta le perdite alleate tra 11 500 e 20 000 uomini, alcuni anche di più. Quella sera lo zar e Wittgenstein non si ritenevano sconfitti; fu apprendendo la caduta di Lipsia che ordinarono la ritirata, e ripassarono l'Elba. Senza cavalleria Napoleone non poté inseguirli. Aveva comunque ripreso il sopravvento in Sassonia, e diciotto giorni dopo raggiunse la coalizione sulla Sprea, a Bautzen. In Germania la battaglia è nota come battaglia di Gross-Görschen.

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