Nel luglio 1808, in Andalusia, il corpo del generale Dupont, disperso lungo il Guadalquivir, si lasciò tagliare fuori dall'esercito spagnolo di Castaños e Reding. Sfiniti dal caldo e dalla sete, i suoi soldati non riuscirono il 19 luglio a forzare il passaggio a Bailén, e oltre 17 000 uomini capitolarono: per la prima volta un intero esercito napoleonico depose le armi.
Forze in campo
Esito: Capitolazione francese
Francia
- Dupont
- Vedel
Da 20 000 a 24 000 uomini secondo le fonti
Perdite: Da 2000 a 3000 morti e feriti; da 17 000 a 17 600 prigionieri
Spagna
- Castaños
- Reding
- Coupigny
Da 27 000 a 30 000 uomini, regolari e miliziani
Perdite: Circa 1000 morti e feriti
Bandiere: FDRMRZUSA, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Coordinate della battaglia
Bailén
Coordinate 38,0950° N · 3,7770° O
Resoconto della battaglia
La Spagna in rivolta
Nel maggio 1808, a Baiona, Napoleone costrinse il re Carlo IV e suo figlio Ferdinando a rinunciare al trono di Spagna, che diede a suo fratello Giuseppe. Già il 2 maggio Madrid era insorta contro le truppe francesi, e la repressione guidata da Murat era stata sanguinosa. In poche settimane l'insurrezione si estese a quasi tutto il paese; nelle province si formarono giunte, tra cui quella di Siviglia, che levò un esercito in Andalusia.
Per tenere il paese, Napoleone lanciò diverse colonne. Una di esse, il corpo del generale Dupont de l'Étang, doveva raggiungere Cadice, dove la squadra francese dell'ammiraglio Rosily era bloccata da Trafalgar, e riportare la calma in Andalusia. L'imperatore la riteneva abbastanza forte da spazzare via ogni resistenza; era invece formata in gran parte da giovani coscritti senza esperienza.
La colonna di Dupont
Partito da Toledo il 24 maggio con circa 12 000 uomini, ai quali si aggiungevano due reggimenti svizzeri al servizio della Spagna arruolati a forza, Dupont attraversò la Sierra Morena. Il 7 giugno travolse al ponte di Alcolea dei volontari spagnoli ed entrò lo stesso giorno a Cordova, che le sue truppe saccheggiarono per diversi giorni: il saccheggio alimentò in tutta l'Andalusia l'odio contro l'occupante. Il 14 giugno la squadra di Rosily si arrese agli spagnoli; l'obiettivo di Cadice non aveva più senso.
Dupont ripiegò allora verso nord fino ad Andújar, sul Guadalquivir, e chiese rinforzi. Diversi suoi corrieri furono intercettati. Le divisioni Vedel e poi Gobert lo raggiunsero, ma Dupont, malato e appesantito da carri carichi del bottino di Cordova, attese senza agire. A luglio le sue forze erano disperse lungo la strada di Madrid: Dupont ad Andújar, Vedel a Bailén, Gobert a La Carolina, ai piedi della sierra.
Gli spagnoli si avvicinano
Di fronte a lui il generale Castaños aveva riunito circa 30 000 uomini, soldati dell'esercito regolare e miliziani, in quattro divisioni: quelle dello svizzero Theodor von Reding, di Coupigny, di origine vallone, di Felix Jones, di origine irlandese, e di La Peña. Castaños inchiodò Dupont davanti ad Andújar mentre Reding passava il fiume più a monte. Il 16 luglio, a Mengíbar, Reding respinse i francesi; il generale Gobert, accorso da Bailén, ricevette una pallottola alla testa e morì per la ferita.
I francesi commisero allora una serie di errori. Credendo che gli spagnoli minacciassero i passi della sierra, Vedel e Dufour, successore di Gobert, risalirono verso La Carolina. Bailén rimase vuota: Reding la occupò il 17 luglio. Ormai Dupont si trovava tra Castaños e Reding, e Reding tra Dupont e Vedel.
19 luglio: l'assalto di Bailén
La sera del 18 luglio Dupont lasciò Andújar senza essere visto per ripiegare su Bailén. All'alba del 19 la sua avanguardia si scontrò con le truppe di Reding presso il torrente Rumblar, a pochi chilometri dal paese. Benché sorpreso, Reding schierò rapidamente le sue divisioni e una ventina di cannoni in un oliveto tagliato da burroni. Dupont, che temeva di essere raggiunto da Castaños, impegnò le truppe man mano che arrivavano, senza tenere riserve.
Gli assalti si susseguirono per tutta la mattina. Il generale Duprès cadde ferito mortalmente; i corazzieri raggiunsero le batterie spagnole e sciabolarono i cannonieri, ma dovettero ripiegare. Verso le 10 Dupont, ferito all'anca, lanciò un ultimo attacco attorno al battaglione dei marinai della Guardia, circa 300 uomini. Esso sfondò la prima linea spagnola, poi rifluì sotto la mitraglia. I soldati, sfiniti dalla marcia notturna, soffrivano terribilmente il caldo e la sete. I reggimenti svizzeri passarono agli spagnoli, e le truppe di Castaños si avvicinavano alle spalle dei francesi. Verso mezzogiorno Dupont aveva soltanto circa 2000 uomini in grado di combattere: chiese una sospensione delle armi.
Vedel arriva troppo tardi
Vedel, che aveva udito il cannone, si presentò davanti a Bailén solo nel pomeriggio. Informato da parlamentari spagnoli che Dupont aveva chiesto una tregua, attaccò comunque: prese un'altura e 1500 prigionieri, ma si infranse contro la posizione di San Cristóbal. Dapprima si ritirò verso nord; ma Dupont lo aveva incluso nella capitolazione, e gli spagnoli minacciarono di rivalersi sui soldati già disarmati. Vedel dovette tornare e deporre le armi a sua volta.
La capitolazione
Il 22 luglio fu firmata la capitolazione: da 17 000 a 17 600 soldati, compresa la divisione Vedel, deposero le armi. La convenzione prevedeva il loro rimpatrio in Francia per mare; la giunta di Siviglia rifiutò di applicarla. Solo Dupont e i suoi generali tornarono in Francia. Secondo un racconto spesso citato, Dupont, consegnando la spada, avrebbe osservato di non aver mai perso una battaglia, e Castaños gli avrebbe risposto di non averne mai combattuta una.
La sorte dei prigionieri fu terribile. Stipati dapprima su pontoni nella baia di Cadice, molti furono poi abbandonati sull'isola deserta di Cabrera, nelle Baleari, dove i rifornimenti arrivavano irregolarmente. Meno della metà dei soldati di Bailén rivide la Francia nel 1814.
Un tuono in Europa
I combattimenti di Bailén costarono ai francesi da 2000 a 3000 morti e feriti, agli spagnoli circa un migliaio. Ma fu la capitolazione a colpire gli animi: per la prima volta da anni un intero esercito francese aveva deposto le armi. Giuseppe abbandonò Madrid, dove era appena entrato, e i francesi ripiegarono dietro l'Ebro. In tutta Europa la notizia incrinò il mito dell'invincibilità francese e incoraggiò a Vienna il partito della guerra, che avrebbe prevalso nel 1809.
Napoleone visse Bailén come un affronto personale. Dupont e Vedel caddero in disgrazia, furono destituiti e imprigionati; Dupont riebbe la libertà solo con la Restaurazione. Nell'autunno del 1808 l'imperatore in persona varcò i Pirenei con la Grande Armée e riprese Madrid in dicembre. Castaños fu battuto a Tudela in novembre, e Reding fu ferito mortalmente a Valls nel 1809. Ma la guerra di Spagna era appena cominciata.
Per approfondire
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