Corpo d'armata

IV corpo / Armata d'Italia (Eugène)

Sotto Eugène de Beauharnais — 1809 e 1812

1809-1812

Il IV corpo della Grande Armée, affidato nel 1812 a Eugène de Beauharnais, viceré d'Italia, prolunga l'esperienza dell'armata d'Italia che aveva condotto contro l'Austria nel 1809. A Wagram come alla Moskowa, queste truppe — francesi, italiane, alleate — formano uno strumento autonomo sotto l'autorità del figliastro dell'Imperatore.

Origini: l'armata d'Italia sotto Eugène

Eugène de Beauharnais, adottato da Napoleone e nominato viceré del regno d'Italia nel 1805, non è soltanto un principe di corte: impara il mestiere delle armi al fianco dell'Imperatore e poi riceve comandi effettivi. Nel 1809, quando l'Austria riapre le ostilità, conduce l'armata d'Italia contro l'arciduca Giovanni, su un teatro secondario ma legato alla manovra generale sul Danubio.

I combattimenti di Sacile (aprile 1809) segnano un fallimento iniziale; Eugène si ristabilisce, varca il Piave e risale verso nord per raggiungere la Grande Armée. Questa marcia di congiunzione illustra il ruolo strategico dell'armata d'Italia: non un contingente decorativo, ma una massa capace di pesare sul fianco austriaco.

A Wagram, il 5 e 6 luglio 1809, le forze venute d'Italia sotto Eugène partecipano alle operazioni sull'ala francese. La loro presenza consolida il dispositivo di Napoleone contro l'arciduca Carlo dopo le perdite di Essling.

Organizzazione del IV corpo nel 1812

Per la campagna di Russia, Napoleone affida a Eugène il IV corpo d'armata, in gran parte composto da truppe del regno d'Italia e contingenti francesi. L'effettivo teorico si colloca nell'ordine di grandezza dei grandi corpi — diverse decine di migliaia in partenza —, ma malattie e marce riducono presto i ranghi.

Il corpo allinea divisioni di fanteria, artiglieria ed elementi di cavalleria secondo gli stati di situazione d'epoca. I quadri italiani affiancano ufficiali francesi; italiano e francese si mescolano negli ordini del giorno.

Eugène tiene il suo stato maggiore con la cura di eseguire le intenzioni di Napoleone senza improvvisazione teatrale. I contemporanei lo giudicano leale, talvolta troppo prudente; gli storici trattengono la sua capacità di mantenere un corpo composito in ordine di marcia fino al cuore della Russia.

Composizione e aspetto

Le uniformi del IV corpo mescolano i tagli francesi alle distinzioni italiane: abiti verdi o blu secondo i reggimenti del regno d'Italia, shako, aquile e numeri. I soldati francesi integrati indossano gli abiti di linea abituali. Sul terreno fangoso del 1812 queste distinzioni si cancellano presto.

L'armamento segue gli standard dell'Impero: fucili a pietra focaia, baionette, pezzi da campagna trainati dal treno. La qualità del materiale italiano non eguaglia sempre quella degli arsenali francesi, ma la dottrina di fuoco e di colonna resta comune.

Wagram e la Moskowa

A Wagram, Eugène e le truppe d'Italia contribuiscono alla vittoria del luglio 1809 dopo aver raggiunto il teatro principale. Il loro impegno si iscrive nella pressione d'ala contro un esercito austriaco ancora formidabile.

Il 7 settembre 1812, alla Moskowa (Borodino), il IV corpo di Eugène combatte nel settore del grande ridotto e degli accessi al centro russo. Gli assalti ripetuti contro le opere fortificate costano cari in uomini.

Dopo Mosca e durante la ritirata, il IV corpo condivide la sorte della Grande Armée: freddo, fame, cosacchi, dissoluzione delle compagnie. Eugène mantiene a fatica una coesione relativa.

Queste due campagne — 1809 e 1812 — definiscono il profilo militare di Eugène come capo di corpo: esecutore fedele, capace di manovrare un esercito composito, più raramente inventore di piani autonomi.

Eredità e memoria

Dopo il 1814, il regno d'Italia crolla e i quadri del IV corpo si disperdono. La memoria militare trattiene la coppia Eugène–armata d'Italia come uno dei pilastri alleati dell'Impero.

Per Empire Napoléon, questa scheda collega la biografia di Eugène a Wagram e alla Moskowa: due prove in cui un corpo multinazionale serve la strategia dell'Imperatore.

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