Il 16 giugno 1815, presso Fleurus, Napoleone attaccò l'esercito prussiano di Blücher trincerato nei villaggi che costeggiano il ruscello di Ligny. A sera la Guardia sfondò il centro prussiano: fu la sua ultima vittoria. Ma i prussiani si ritirarono in ordine verso Wavre, e due giorni dopo sarebbero stati a Waterloo.
Forze in campo
Esito: Vittoria francese incompleta
Francia
- Napoléon
- Grouchy
- Vandamme
- Gérard
Circa 60 000 uomini
Perdite: Da 8000 a 12 000 uomini
Prussia
- Blücher
- Gneisenau
- Zieten
- Pirch
- Thielmann
Circa 83 000 uomini e più di 200 cannoni
Perdite: Da 12 000 a 16 000 morti e feriti, una ventina di cannoni e circa 8000 disertori
Bandiere: David Liuzzo, Wikimedia Commons
Coordinate della battaglia
Ligny
Coordinate 50,5150° N · 4,5700° E
Resoconto della battaglia
Colpire prima che gli alleati si uniscano
Tornato dall'isola d'Elba, Napoleone era rientrato a Parigi il 20 marzo 1815. Di fronte a lui, in Belgio, due eserciti si preparavano a invadere la Francia: l'esercito anglo-alleato del duca di Wellington a ovest e l'esercito prussiano del maresciallo Blücher a est. Insieme superavano di molto l'armata del Nord. Il piano dell'imperatore era di incunearsi tra loro e batterli uno dopo l'altro.
Il 15 giugno l'esercito francese passò la Sambre a Charleroi. Il corpo prussiano di Zieten ripiegò combattendo verso Ligny. Napoleone divise l'esercito: l'ala sinistra, affidata al maresciallo Ney, doveva tenere il crocevia di Quatre-Bras contro Wellington; l'ala destra di Grouchy e la riserva, con la Guardia, marciarono contro i prussiani. Blücher, dal canto suo, decise di dare battaglia e radunò tre dei suoi quattro corpi attorno a Sombreffe; il quarto, quello di Bülow, proveniente da Liegi, era ancora troppo lontano.
Una linea di villaggi fortificati
Il 16 giugno circa 83 000 prussiani, con più di 200 cannoni, tenevano il ruscello di Ligny e i villaggi che lo costeggiano: Wagnelée, Saint-Amand, Saint-Amand-la-Haye e Ligny. Le case erano state munite di feritoie, le strade barricate, le grandi fattorie trasformate in ridotte. Napoleone disponeva di circa 60 000 uomini. Nel primo pomeriggio Wellington venne a colloquio con Blücher presso il mulino di Bussy, da cui si vedevano i francesi schierarsi; gli promise il suo aiuto, anche se le testimonianze non concordano sul carattere fermo o condizionato di quella promessa.
Il piano di Napoleone era di inchiodare frontalmente i prussiani con i corpi di Vandamme e di Gérard, poi di far piombare sul loro fianco destro e sulle loro spalle una parte delle truppe di Ney: la vittoria sarebbe stata allora completa.
Ore 15: la lotta per i villaggi
Verso le 15 l'artiglieria della Guardia diede il segnale. Il corpo di Vandamme attaccò Saint-Amand, che la divisione Lefol conquistò; a destra il corpo di Gérard si lanciò su Ligny. La divisione Pécheux raggiunse la chiesa ma, presa sotto il fuoco da tre lati, perse in breve tempo una ventina di ufficiali e 500 uomini e dovette ripiegare. I combattimenti casa per casa durarono per ore; Ligny bruciava per metà. I villaggi passarono più volte di mano, e Blücher guidò di persona contrattacchi contro Saint-Amand.
Il corpo di d'Erlon, perduto tra due battaglie
Verso le 15.30 Napoleone fece recapitare a Ney l'ordine di dirigere il I corpo, quello di Drouet d'Erlon, alle spalle dei prussiani. Il generale de La Bédoyère, latore del messaggio, orientò di sua iniziativa quel corpo verso Ligny. Verso le 17 Vandamme scorse una colonna di 20 000-30 000 uomini che avanzava verso Fleurus e la scambiò per il nemico: Napoleone sospese l'attacco il tempo di identificarla. Intanto Ney, che ignorava le istruzioni dell'imperatore e combatteva duramente a Quatre-Bras, richiamò d'Erlon. Il I corpo fece dietrofront a pochi chilometri da Ligny: per tutta la giornata non combatté da nessuna parte.
La Guardia sfonda il centro
Verso le 19, saputo che Wellington, a sua volta impegnato a Quatre-Bras, non avrebbe potuto soccorrerlo, Blücher gettò le ultime riserve contro Saint-Amand; furono respinte dai cacciatori della Guardia. Napoleone giudicò allora giunto il momento. Ritardato da un temporale, l'attacco partì verso le 19.45, dopo una salva di una sessantina di cannoni: la Vecchia Guardia, il corpo di Gérard e i corazzieri di Milhaud sfondarono il centro prussiano a Ligny. I prussiani ripiegarono in ordine, formati in quadrati, sulle alture di Brye e di Sombreffe.
Blücher, settantaduenne, guidò di persona una contro-carica di cavalleria. Il suo cavallo fu ucciso e gli crollò addosso; alcuni corazzieri francesi gli passarono accanto senza riconoscerlo nella penombra. Il suo aiutante di campo, il conte Nostitz, rimasto al suo fianco, riuscì a liberarlo, e lo portarono via semisvenuto. Il suo capo di stato maggiore, Gneisenau, assunse il comando.
Una ritirata verso nord
Verso le 22 fu dato l'ordine di ritirata. La scelta della direzione fu decisiva: invece di arretrare verso est, sulle proprie linee di comunicazione, i prussiani ripiegarono verso nord, per Tilly, in direzione di Wavre, il che permise loro di restare in contatto con Wellington. Le fonti divergono sulla parte esatta di Gneisenau in questa decisione. Sfiniti, i francesi non inseguirono durante la notte; solo il 17 giugno, verso le 11, Napoleone affidò a Grouchy circa 33 000 uomini per seguire i prussiani.
Bilancio
I francesi persero da 8000 a 12 000 uomini. I prussiani ebbero da 12 000 a 16 000 morti e feriti e persero una ventina di cannoni; inoltre circa 8000 soldati, soprattutto originari delle province da poco annesse dalla Prussia, disertarono dopo la battaglia. Ligny fu l'ultima vittoria di Napoleone. Ma l'esercito prussiano non era distrutto: due giorni dopo, a Waterloo, furono i prussiani, a cominciare dal corpo di Bülow, assente a Ligny, a colpire il fianco destro dell'esercito francese.
Per approfondire
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