Il 16 giugno 1815, al crocevia di Quatre-Bras, l'ala sinistra del maresciallo Ney attaccò le prime truppe di Wellington, che i rinforzi ingrossavano di ora in ora. Privo del corpo di d'Erlon, dirottato verso Ligny e poi richiamato troppo tardi, Ney non poté conquistare la posizione; ma impedì a Wellington di soccorrere Blücher.
Forze in campo
Esito: Crocevia mantenuto dagli alleati
Francia
- Ney
- Reille
- Kellermann
- Jérôme Bonaparte
18 000 uomini all'inizio, circa 24 000 a sera
Perdite: Da 4000 a 4400 uomini
Regno Unito · Paesi Bassi · Brunswick · Hannover
- Wellington
- prince d'Orange
- duc de Brunswick
- Picton
8000 uomini all'inizio, da 32 000 a 36 000 a sera
Perdite: Da 4800 a 5600 uomini, tra cui il duca di Brunswick
Bandiere: Oren neu dag, CC BY-SA 2.5, Wikimedia Commons
Coordinate della battaglia
Quatre-Bras
Coordinate 50,5830° N · 4,4500° E
Resoconto della battaglia
Un crocevia decisivo
A Quatre-Bras la strada maestra da Charleroi a Bruxelles incrocia la strada da Nivelles a Namur. Proprio per questa strada trasversale l'esercito anglo-alleato di Wellington poteva congiungersi con i prussiani di Blücher, radunati più a est attorno a Ligny. Nel giugno 1815 Napoleone voleva incunearsi tra i due eserciti per batterli separatamente: tenere Quatre-Bras significava impedire a Wellington di soccorrere Blücher. Il compito toccò all'ala sinistra dell'armata del Nord, affidata al maresciallo Ney proprio alla vigilia della battaglia.
L'iniziativa di Constant Rebecque
Il 15 giugno l'offensiva francese colse Wellington alla sprovvista. Seppe dell'inizio delle ostilità solo nel pomeriggio e, temendo un aggiramento per Mons, attese quasi la mezzanotte prima di dirigere l'esercito verso est. «Napoleone mi ha raggirato», avrebbe ammesso. Intanto, al quartier generale del principe d'Orange, il capo di stato maggiore, il generale de Constant Rebecque, colse il pericolo: disattendendo l'ordine di radunare le truppe a Nivelles, mandò a Quatre-Bras la brigata del principe Bernardo di Sassonia-Weimar, formata da reggimenti di Nassau. Vi giunse verso le 14; la sera i lancieri della Guardia si scontrarono con i suoi avamposti a Frasnes, poi furono respinti davanti al crocevia. Ney, la cui fanteria era ancora sgranata lungo la strada, non si spinse oltre.
Una mattina perduta
La mattina del 16 giugno il crocevia era tenuto soltanto da circa 8000 fanti olandesi e nassoviani con sedici cannoni, al comando del principe d'Orange. Ney, che disponeva già di circa 18 000 uomini, radunò i suoi corpi e fece ricognire la posizione, ma non tentò nulla di serio prima del primo pomeriggio. Quel ritardo diede ai rinforzi di Wellington il tempo di arrivare.
Ore 14: Ney attacca
Verso le 14 Ney aprì il fuoco con una batteria di 22 pezzi e lanciò le sue colonne, precedute da nugoli di tiratori. Gli avamposti olandesi furono ricacciati; le fattorie di Gemioncourt e di Grand-Pierrepont furono contese, ma i difensori si aggrapparono al bosco di Bossu. Verso le 15 arrivarono la divisione britannica di Picton e una brigata di cavalleria olandese, e Wellington, di ritorno dal colloquio con Blücher al mulino di Bussy, prese il comando. La divisione del principe Girolamo, fratello dell'imperatore, entrò a sua volta in linea. Il duca di Brunswick fu ferito mortalmente alla testa di una carica.
Verso le 16.15 Ney ricevette l'ordine di Napoleone, spedito alle 14, di attaccare con vigore. Girolamo cacciò gli alleati dal bosco di Bossu, e i francesi si avvicinarono al crocevia. I reggimenti scozzesi e inglesi della brigata Pack tennero duro, benché i lancieri di Piré ne malmenassero duramente due.
La carica di Kellermann e il richiamo di d'Erlon
Verso le 17 l'arrivo della divisione Alten fece pendere la bilancia a favore degli alleati. Fu allora che Ney apprese che il I corpo di Drouet d'Erlon, che attendeva, era stato dirottato verso Ligny senza che ne fosse informato; al tempo stesso un ordine poco chiaro di Napoleone gli chiedeva di prendere Quatre-Bras e poi di rivolgersi contro i prussiani. Convinto di non poter vincere senza quel corpo, Ney lo richiamò perentoriamente. Per mantenere la pressione lanciò Kellermann con l'unica brigata di corazzieri di cui disponeva: essa sorprese in linea la brigata britannica Halkett, strappò una bandiera al 69° reggimento e raggiunse il crocevia, prima di essere respinta dal fuoco ravvicinato della fanteria e dell'artiglieria.
L'arrivo della divisione delle Guardie britanniche permise infine a Wellington di contrattaccare. Girolamo dovette abbandonare il bosco di Bossu, anche se le Guardie, che ne uscivano in linea, furono a loro volta respinte dai lancieri di Piré. Verso le 21 i combattimenti cessarono: i francesi avevano perduto tutto il terreno guadagnato durante la giornata. Il corpo di d'Erlon, richiamato troppo tardi, non aveva combattuto né a Ligny né a Quatre-Bras.
Bilancio
I francesi persero da 4000 a 4400 uomini, gli alleati da 4800 a 5600. A sera questi ultimi schieravano da 32 000 a 36 000 uomini contro circa 24 000 francesi. Wellington restò padrone del crocevia, ma Ney gli aveva impedito di soccorrere Blücher, battuto a Ligny. Il 17 giugno, saputo della ritirata prussiana verso Wavre, Wellington ripiegò a sua volta verso nord, sulla posizione di Mont-Saint-Jean, che aveva ricognito l'anno precedente. Due giorni dopo vi combatté la battaglia di Waterloo. Da allora si discute di che cosa avrebbe cambiato l'intervento del corpo di d'Erlon sull'uno o sull'altro campo di battaglia.
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