Residenze imperiali

Rambouillet

L'ultima partenza di Maria Luisa

48.6444°N, 1.8194°E

Nell'aprile 1814 Maria Luisa e il re di Roma lasciarono la Francia da Rambouillet, scortati dall'imperatore d'Austria. Napoleone stesso vi trascorse la sua ultima notte in una residenza imperiale, nel giugno 1815.

Contesto storico

Acquistata da Luigi XVI nel 1783, la tenuta passò alla lista civile imperiale. Napoleone l'apprezzava per le cacce e per l'ovile nazionale, dove dal 1786 si allevavano i merinos venuti dalla Spagna — una delle poche eredità agronomiche dell'Ancien Régime che il regime proseguì senza cambiare nulla. La latteria della regina, i giardini, i lunghi viali d'alto fusto: il castello era una casa di campagna ufficiale, senza fasto di corte.

Il 13 aprile 1814 l'imperatrice vi arrivò da Blois con il figlio di tre anni, le vetture del Tesoro e una scorta che si assottigliava di ora in ora. Napoleone, a Fontainebleau, la supplicava di raggiungerlo. Il 16 giunse a Rambouillet suo padre Francesco I; si presentò anche lo zar Alessandro. La partita si giocò in tre giorni: il 23 aprile partì per Vienna. Non avrebbe mai più rivisto il marito, e Napoleone non avrebbe mai più rivisto il figlio.

Quattordici mesi dopo il cerchio si chiuse. Il 29 giugno 1815, venendo da Malmaison e diretto a Rochefort, Napoleone si fermò a Rambouillet per una notte. Vi dormì solo, senza corte, con una scorta ridotta; fu l'ultima volta che dormì sotto un tetto suo.

Il castello è sopravvissuto a tutto: residenza reale, poi presidenziale fino al 2009, è oggi aperto al pubblico con gli appartamenti d'Impero, la latteria e l'ovile ancora in attività. Pochi luoghi riuniscono così strettamente le due fini della storia imperiale: quella della dinastia e quella dell'uomo.

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