Avvenimento

Amnistia degli emigrati

26 aprile 1802

Consolato (1799-1804)

Il senatoconsulto del 6 fiorile anno X aprì il ritorno a quasi tutti gli emigrati, a condizione di giurare fedeltà e senza restituzione dei beni venduti. Rientrarono circa centomila persone, tra cui parte dell'antica nobiltà, che il regime integrò nella sua nuova élite. Fu un pilastro della politica di «fusione» dei francesi.

Centomila esuli

Dal 1791 l'emigrazione aveva svuotato la Francia di parte della sua nobiltà, dei suoi ufficiali e del suo clero. La legislazione rivoluzionaria li aveva colpiti con la morte civile: beni confiscati e venduti come beni nazionali, pena capitale in caso di ritorno. Liste successive, mal tenute, avevano finito per mescolare grandi signori e artigiani partiti solo a cercare lavoro.

Il Consolato aveva cominciato a cancellare nomi già dal 1800, caso per caso. Il senatoconsulto del 6 fiorile anno X, 26 aprile 1802, generalizzò la misura pochi giorni prima della pubblicazione del Concordato: i due testi procedono dalla stessa politica di riconciliazione.

Tornare senza riprendere nulla

L'amnistia fu aperta a quasi tutti, dietro giuramento di fedeltà alla Costituzione ed entro un termine di rientro. Solo un migliaio di nomi restarono proscritti, soprattutto capi militari dell'emigrazione armata e intimi dei principi.

La condizione essenziale stava altrove: i beni venduti non venivano restituiti. L'acquirente di beni nazionali, contadino arricchito o borghese di città, teneva la sua terra — era lo zoccolo sociale del regime, e il regime non l'avrebbe mai toccato.

La fusione delle élite

Circa centomila persone rientrarono in pochi anni. Molte aderirono: le si ritrova prefetti, diplomatici, ciambellani, ufficiali. La nobiltà imperiale creata nel 1808 avrebbe accolto ex emigrati accanto a figli della Rivoluzione.

Il calcolo era doppio. Privava i Borbone della loro clientela in Francia e forniva allo Stato servitori formati. Lasciava però nel paese un corpo di uomini la cui fedeltà al regime non sarebbe sopravvissuta alle sue sconfitte: nel 1814 molti si sarebbero ritrovati naturalmente dalla parte della Restaurazione.

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