Battaglia Vittoria francese

Auerstedt

14 ottobre 1806 · Auerstedt, Turingia

Il 14 ottobre 1806, mentre Napoleone batteva Hohenlohe a Jena, il solo corpo del maresciallo Davout si scontrò presso Auerstedt con l'esercito principale prussiano, più del doppio numeroso. Le divisioni Gudin, Friant e Morand tennero per tutta la mattina attorno a Hassenhausen, poi contrattaccarono e misero in rotta il nemico; il duca di Brunswick vi fu ferito mortalmente.

Forze in campo

Esito: Vittoria francese decisiva

Tricolore (1794)

Francia

  • Davout
  • Gudin
  • Friant
  • Morand

Circa 26 000 uomini e 44 cannoni

Perdite: Da 4350 a oltre 7000 morti e feriti secondo le fonti

Bandiera del Regno di Prussia (modello del 1803)

Prussia

  • Frédéric-Guillaume III
  • Brunswick
  • Schmettau
  • Blücher

Da 64 000 a 66 000 uomini secondo le fonti

Perdite: Circa 13 000 tra morti, feriti e prigionieri, e oltre 100 cannoni

Bandiere: David Liuzzo, Wikimedia Commons

Coordinate della battaglia

Auerstedt

Coordinate 51,0994° N · 11,5875° E

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Resoconto della battaglia

Due battaglie nello stesso giorno

Il 14 ottobre 1806 la Prussia combatté e perse due battaglie a poche leghe di distanza. A Jena Napoleone schiacciò l'esercito del principe di Hohenlohe, che credeva fosse il grosso delle forze prussiane. Più a nord, presso il villaggio di Auerstedt, il solo corpo del maresciallo Davout si scontrò in realtà con l'esercito principale, con il re Federico Guglielmo III, il duca di Brunswick, che lo comandava, e i feldmarescialli Möllendorf e Kalckreuth. La battaglia di Jena è raccontata nella sua pagina; questa segue la giornata di Davout.

La marcia di Davout

Credendo che i prussiani ripiegassero da Weimar verso Lipsia, Napoleone voleva prenderli alle spalle: Davout, attestato a Naumburg, doveva piombare sulle loro retrovie, e Bernadotte marciare per Dornburg. La sera del 13 ottobre Davout teneva Naumburg e il ponte di Kösen sulla Saale. Disponeva soltanto di circa 26 000 uomini, in tre divisioni di fanteria comandate da Gudin, Friant e Morand, con un po' di cavalleria e 44 cannoni. Contro di lui avanzava, senza che ancora lo sapesse, un esercito di 64 000-66 000 uomini secondo le fonti, con una numerosa cavalleria.

Hassenhausen nella nebbia

Il 14, poco prima delle 6.30, la divisione Gudin lasciò Naumburg. In una nebbia fitta i suoi esploratori si imbatterono verso le 7, presso Poppel, in cavalleria e artiglieria prussiane. Davout capì di avere davanti forze importanti: fece schierare Gudin attorno al villaggio di Hassenhausen, che il 25° di linea occupò dopo un breve combattimento. Di fronte, la divisione Schmettau, che doveva appunto sbarrare la stretta di Kösen, si schierò per attaccare, e la cavalleria di Blücher arrivò alla sua sinistra. Insieme respinsero gli avamposti di Gudin fino al villaggio.

Verso le 8.30 giunse a sua volta la divisione Wartensleben con il duca di Brunswick. Gudin, solo per ore contro forze molto superiori, dispose i battaglioni in quadrato. Verso le 9.30 la divisione Friant e l'artiglieria da 12 raggiunsero il campo di battaglia e si schierarono alla sua destra. Le cariche della cavalleria di Blücher si infransero contro i quadrati francesi; secondo i racconti, nei ranghi, sotto la mitraglia, si udiva soltanto l'ordine «Serrate le file!». Friant scacciò una batteria prussiana e occupò il villaggio di Spielberg, mentre il colonnello Higonet prendeva Poppel.

Il crollo del comando prussiano

Poco prima delle 10 Brunswick ordinò un assalto generale contro Hassenhausen. Fu allora ferito mortalmente; sarebbe morto il 10 novembre. Anche il generale Schmettau fu gravemente colpito. Privo dei suoi due capi, l'esercito prussiano perse la direzione: il re tentò di guidare di persona gli attacchi, ma le decisioni tardavano. Verso le 10.30 giunsero nuovi rinforzi prussiani, tra cui la divisione del principe d'Orange, che il re divise fra le due ali.

Da parte francese, la divisione Morand entrò in linea verso le 11 e rinforzò la sinistra di Gudin, che stava per cedere. Le cariche di cavalleria guidate dal principe Enrico, fratello del re, si infransero contro i suoi battaglioni.

Carta incisa in bianco e nero del campo di battaglia: Auerstedt, Eckartsberga e la Saale; in blu le divisioni francesi di Gudin, Friant e Morand attorno a Hassenhausen, in viola le linee prussiane di Schmettau e Blücher e, in basso, le posizioni francesi del giorno prima presso Naumburg
Alexander Keith Johnston, Battle of Auerstädt, 14th October 1806, carta incisa per l'atlante della History of Europe di Archibald Alison, Edimburgo, 1852. In blu i francesi, in viola i prussiani. David Rumsey Map Collection, pubblico dominio, Wikimedia Commons.

Il contrattacco di Davout

Verso le 11, vedendo il nemico vacillare, Davout lanciò in avanti le sue divisioni. Morand a sinistra, Friant a destra e Gudin al centro respinsero i prussiani; verso mezzogiorno il centro di Schmettau era sfondato e ricacciato oltre il torrente Lissbach. Il re ordinò la ritirata. Le due divisioni di riserva del feldmaresciallo Kalckreuth tentarono di coprirla sulle alture di Eckartsberga, ma, aggirate dalla divisione Friant, abbandonarono l'ultima posizione lasciando diversi cannoni. L'inseguimento durò fino a notte; i fuggiaschi di Auerstedt si mescolarono a quelli di Jena.

Bilancio

Il corpo di Davout perse da 4350 a oltre 7000 uomini tra morti e feriti secondo le fonti, fra un sesto e più di un quarto dei suoi effettivi; caddero il generale di brigata Debilly e il colonnello Higonet. I prussiani persero circa 13 000 uomini tra morti, feriti e prigionieri, e più di un centinaio di cannoni. «Nessuna delle giornate delle guerre della Rivoluzione offrì una lotta così sproporzionata con un successo così splendido», avrebbe giudicato lo stratega Jomini.

«Il vostro maresciallo vede doppio»

La sera Napoleone avrebbe dapprima rifiutato di credere che un solo corpo avesse battuto l'esercito principale prussiano, ribattendo all'ufficiale che portava la notizia che il suo maresciallo, noto per la vista debole, «vedeva doppio». Poi rese omaggio a Davout, il cui corpo ebbe l'onore di entrare per primo a Berlino, il 25 ottobre; nel 1808 il maresciallo fu nominato duca di Auerstedt. L'inazione di Bernadotte, invece, che udì il cannone delle due battaglie ma non intervenne né a Jena né ad Auerstedt, resta una delle grandi controversie della campagna.

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