Residenze imperiali

Palazzo delle Tuileries

Il palazzo del potere, scomparso

48.8635°N, 2.3275°E

È qui che Napoleone governò davvero per quattordici anni, ed è qui che nacque il re di Roma. Incendiato nel 1871 e raso al suolo nel 1883, il palazzo centrale dell'Impero non esiste più: resta solo il giardino.

Il 19 febbraio 1800 il Primo console lasciò il Lussemburgo per le Tuileries. Il gesto era calcolato: si insediava nel palazzo dei re, vuoto dal 10 agosto 1792 e macchiato dall'insurrezione. A Bourrienne, che lo accompagnava, avrebbe detto che non basta esserci entrati, bisogna restarci. Il palazzo fu ripulito, riarredato, ridipinto; le tracce rivoluzionarie sparirono.

Per quattordici anni tutto vi passò. Il gabinetto di lavoro dove dettava a Méneval fino a notte fonda; la sala del Consiglio di Stato dove si discutevano gli articoli del Codice civile; la galleria di Diana per i ricevimenti; l'etichetta regolata da Ségur, ripresa da Versailles e accorciata. Il potere imperiale aveva un indirizzo, ed era quello.

Il 20 marzo 1811 vi nacque il re di Roma, dopo un parto difficile in cui Napoleone ordinò di salvare la madre prima del bambino. Centouno colpi di cannone lo annunciarono; dal ventiduesimo Parigi seppe che era un maschio e che la dinastia teneva. Il 20 marzo 1815, stessa data, tornò dai Cento Giorni e la folla lo portò su per lo scalone fino ai suoi appartamenti.

Il palazzo non sopravvisse al secolo. La Comune lo incendiò nel maggio 1871; le rovine rimasero in piedi dodici anni, oggetto di un dibattito nazionale sulla loro conservazione, poi furono rase al suolo nel 1883. Della residenza in cui l'Impero si scrisse giorno per giorno restano solo il giardino, qualche pietra rimontata altrove e l'immenso vuoto fra le due ali del Louvre.

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