Tre settimane dopo Austerlitz
Il giorno dopo la battaglia Francesco II chiese un incontro; l'armistizio fu firmato il 6 dicembre al mulino di Nasiedlowitz. I russi evacuarono la Germania e l'Austria si impegnò a trattare da sola. Talleyrand perorò una pace moderata che facesse di Vienna un alleato duraturo; l'Imperatore scelse il rigore.
Le cessioni
Firmato il 26 dicembre nell'antico palazzo primaziale di Presburgo, oggi Bratislava, il trattato costò all'Austria un sesto della popolazione. Cedette il Veneto, l'Istria e la Dalmazia al regno d'Italia, il Tirolo e il Vorarlberg alla Baviera, gli ultimi possessi svevi al Württemberg e al Baden, e versò quaranta milioni di franchi d'indennità.
In cambio ricevette Salisburgo, il cui principe elettore fu spostato a Würzburg. Baviera e Württemberg divennero regni sovrani e il Baden un granducato: corone distribuite dalla Francia.
La fine di un ordine millenario
Riconoscendo la piena sovranità dei principi tedeschi, Presburgo svuotò il Sacro Romano Impero di ogni sostanza: Francesco II abdicherà alla corona imperiale otto mesi dopo, dopo la formazione della Confederazione del Reno.
L'Austria perse l'accesso all'Adriatico e la sua posizione in Italia. Tenterà due rivincite mancate, nel 1809 e poi con il matrimonio del 1810, prima di unirsi alla coalizione decisiva del 1813.
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