Da settembre a dicembre 1793 l'esercito della Repubblica assediò Tolone, consegnata dagli insorti alla flotta britannica e spagnola. Puntando sui forti che dominavano la rada anziché sulla città, un giovane ufficiale d'artiglieria, Napoleone Bonaparte, contribuì in modo decisivo a cacciare i coalizzati: ne uscì generale di brigata, a ventiquattro anni.
Forze in campo
Esito: Vittoria repubblicana decisiva
Repubblica francese
- Dugommier
- Carteaux
- La Poype
- Bonaparte
Circa 32 000 uomini alla fine dell'assedio
Perdite: Da 1700 a 2000 morti e feriti secondo le fonti
Regno Unito · Spagna · Napoli · Sardegna · Realisti di Tolone
- Samuel Hood
- O'Hara
- Lángara
- Gravina
Da 22 000 a 23 000 uomini e 74 navi
Perdite: Da 2100 a 4000 morti e feriti secondo le fonti
Bandiere: FDRMRZUSA, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Coordinate della battaglia
Assedio di Tolone
Coordinate 43,1242° N · 5,9280° E
Resoconto della battaglia
Tolone consegnata ai coalizzati
Nella primavera e nell'estate del 1793 l'eliminazione dei girondini a Parigi scatenò insurrezioni federaliste a Lione, Avignone, Nîmes e Marsiglia. A Tolone i federalisti cacciarono i giacobini, ma i realisti, numerosi nella flotta, presero presto il sopravvento. La paura della carestia e la notizia delle rappresaglie repubblicane a Marsiglia fecero il resto: gli insorti chiesero aiuto alla flotta britannica e spagnola che incrociava al largo.
Il 28 agosto 1793 gli ammiragli Samuel Hood e Juan de Lángara sbarcarono truppe britanniche, spagnole, napoletane e piemontesi; il 29 la loro flotta entrò nella rada. Il 1° ottobre Luigi XVII, il bambino prigioniero al Tempio, fu proclamato re. Per la Repubblica il colpo era terribile: Tolone era il suo grande arsenale del Mediterraneo e ospitava circa ventisei vascelli di linea, circa un terzo della marina francese.
Un assedio avviato male
Dopo aver ripreso Avignone e Marsiglia, l'esercito repubblicano del generale Carteaux giunse davanti a Tolone l'8 settembre. Lo raggiunsero truppe dell'armata d'Italia agli ordini del generale La Poype, che operava a est verso il monte Faron, e circa 3000 marinai rimasti fedeli alla Repubblica. Ma il comando era diviso, i battaglioni rivoluzionari mancavano di materiale d'assedio e di artiglieri esperti, e i primi attacchi, mal coordinati, fallirono.
La posizione dei coalizzati era tuttavia fragile. Le loro truppe, di quattro nazioni diverse, obbedivano a governi distinti, e britannici e spagnoli diffidavano gli uni degli altri circa la sorte della flotta francese. Il loro perimetro, molto esteso, era difficile da tenere ovunque.
Il piano del capitano Bonaparte
Ferito Dommartin, capo dell'artiglieria di Carteaux, i rappresentanti in missione della Convenzione, tra cui il còrso Saliceti e Augustin Robespierre, gli imposero un giovane capitano d'artiglieria di passaggio: Napoleone Bonaparte, ventiquattro anni. Egli radunò cannoni da Marsiglia, da Avignone e dall'armata d'Italia, requisì tiri e munizioni e addestrò fanti al servizio dei pezzi: a dicembre l'esercito disponeva di più di cento cannoni.
Soprattutto, vide dove colpire. Non occorreva prendere d'assalto la città: bastava impadronirsi, sull'altura del Caire, dei forti dell'Éguillette e di Balaguier, che dominavano il passaggio tra la piccola e la grande rada. Sotto il fuoco dei cannoni piazzati lassù la flotta coalizzata avrebbe dovuto andarsene e, con lei, la guarnigione, privata dei rifornimenti via mare. Un primo tentativo, troppo debole, fallì il 22 settembre; messi in allarme, i britannici eressero sull'altura il forte Mulgrave, che i francesi soprannominarono il «Piccolo Gibilterra». Bonaparte, promosso capo di battaglione il 19 ottobre, moltiplicò le batterie di fronte alle difese.
Dugommier e l'assalto al Piccolo Gibilterra
Carteaux fu destituito l'11 novembre; il suo successore, Doppet, ex medico, fallì davanti al forte Mulgrave e lasciò il posto al generale Dugommier, un militare di carriera che adottò il piano di Bonaparte. Nuove batterie, chiamate «dei Giacobini», «degli Uomini senza paura» o «dei Chasse-Coquins», strinsero la morsa. Il 30 novembre una sortita britannica prese la batteria della Convenzione, ma un contrattacco guidato da Dugommier e Bonaparte la respinse e fece prigioniero il tenente generale O'Hara, che la conduceva.
Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre, sotto una pioggia battente, Dugommier lanciò l'assalto generale. La colonna principale attaccò il forte Mulgrave mentre La Poype colpiva a est. La pioggia rendeva inutili i fucili e si combatté soprattutto alla baionetta; Bonaparte fu ferito da un colpo di baionetta alla coscia. Al mattino i repubblicani tenevano l'Éguillette e Balaguier e potevano sparare su entrambe le rade.
L'evacuazione e l'incendio della flotta
Il 18 dicembre Hood e i comandanti coalizzati decisero di evacuare. Le mura della città non erano state forzate, ma la flotta non poteva più restare nella rada e la guarnigione non poteva resistere senza di essa. Squadre britanniche, al comando del capitano Sidney Smith, e spagnole tentarono di distruggere l'arsenale e le navi francesi: una parte della flotta bruciò, e i coalizzati portarono via diversi vascelli, tra cui il Commerce de Marseille da 118 cannoni. Buona parte della flotta sfuggì tuttavia alla distruzione e sarebbe stata riparata. Circa 15 000 tolonesi si imbarcarono sulle navi coalizzate per fuggire dalla città.
La repressione e «Port-la-Montagne»
I repubblicani entrarono a Tolone il 19 dicembre. I rappresentanti in missione Barras e Fréron diressero una repressione sanguinosa: si stima che da 700 a 800 persone furono fucilate sommariamente sul Campo di Marte, prima che la commissione rivoluzionaria pronunciasse quasi 300 altre condanne. Il 24 dicembre la Convenzione decretò che «il nome infame di Tolone è soppresso»: la città si sarebbe chiamata Port-la-Montagne. Riprese il suo nome dopo la caduta di Robespierre.
L'inizio di una carriera
Il 22 dicembre 1793 Bonaparte fu promosso generale di brigata, a ventiquattro anni, e partì per Nizza a comandare l'artiglieria dell'armata d'Italia. L'assedio è spesso presentato come la sua «prima vittoria». La formula dice l'importanza di Tolone nella sua carriera, ma cancella il ruolo di Dugommier, che comandava, di La Poype e di migliaia di soldati e marinai: l'apporto eccezionale di Bonaparte fu organizzare l'artiglieria e indicare senza sosta l'altura del Caire come obiettivo decisivo.
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