È una cascina fortificata vallone in mattoni e pietra, con la corte chiusa, la cappella, il frutteto e il bosco, posta in avanti rispetto alla destra dello schieramento alleato. Wellington vi collocò compagnie della Guardia e truppe di Nassau: finché Hougoumont teneva, l'esercito francese non poteva aggirarne l'ala destra senza scoprirsi.
L'attacco cominciò verso le undici e non si fermò più. Verso mezzogiorno un gruppo di francesi guidato dal sottotenente Legros, detto lo Sfondatore, forzò la porta nord ed entrò nel cortile; il colonnello Macdonell e una manciata di uomini richiusero il battente a spallate e uccisero tutti gli assalitori entrati, tranne un tamburino di undici anni. La fattoria bruciò nel pomeriggio ma non cadde.
Quella che doveva essere una diversione assorbì l'intera giornata e parte del corpo di Reille: quattordicimila uomini impegnati per un obiettivo secondario. Wellington avrebbe scritto più tardi che il successo della battaglia era dipeso dalla chiusura delle porte di Hougoumont.
Il sito rischiò di sparire. In rovina e sventrato, fu salvato da un progetto internazionale avviato nel 2011: la cappella, il granaio, i muri e il frutteto sono stati restaurati e il luogo ha riaperto nel 2015 per il bicentenario, con un percorso di visita e un memoriale ai soldati. È il punto di Waterloo in cui si capisce meglio che cosa fosse il combattimento ravvicinato del 1815.