La posizione è semplice da capire: la fattoria è ai piedi dell'altopiano di Mont-Saint-Jean, appena sotto il centro alleato, a cavallo della strada che sale verso Bruxelles. Chi la tiene controlla la via e impedisce alla fanteria avversaria di affrontare l'altopiano di fronte. Wellington vi mise il 2º battaglione leggero della King's German Legion, sotto il maggiore Baring: quattrocento uomini.
Tennero otto ore. La fattoria non era stata messa in stato di difesa — il granaio aveva perso la porta, mancavano le feritoie — e le richieste di munizioni restarono senza risposta, poiché le carabine Baker della legione usavano un calibro diverso da quello inglese. Verso le diciotto, esaurite le ultime cartucce, i superstiti si ritirarono alla baionetta; ne restavano quarantadue.
La caduta della Haye Sainte è il momento più pericoloso della giornata per Wellington. L'artiglieria francese piazzò subito batterie a meno di trecento metri dal centro alleato e cominciò a demolirlo a bruciapelo. A salvare la linea fu l'ora: i prussiani erano già a Plancenoit e la Guardia avrebbe attaccato troppo tardi.
La fattoria è ancora là, sul bordo della N5, all'incirca nello stato del 1815 con la corte e il pozzo. È di proprietà privata e non si visita: le si passa accanto in auto, fra il Leone di Waterloo e il crocevia, ed è uno dei pochi edifici del campo di battaglia a non essere stato trasformato in museo.