Regalia e incoronazione

Lo scettro e la mano della giustizia

Lo scettro e la mano della giustizia

Regalia dell'incoronazione del 1804: lo scettro imperiale e la mano della giustizia, emblemi del potere temporale e dell'autorità giudiziaria del sovrano.

Origini e precedenti

Lo scettro e la mano della giustizia figurano tra i regalia confezionati per l'incoronazione di Napoleone il 2 dicembre 1804. Appartengono allo stesso insieme della corona di Carlomagno, del mantello e del globo imperiale: un cofanetto di potere pensato per legare il Primo Impero alla tradizione capetingia e carolingia affermando al contempo una sovranità nuova.

La mano della giustizia — guantata di porpora, che tiene una bacchetta o uno scettro corto — è eredità diretta dei re di Francia. Ricorda che il sovrano è fonte di diritto, custode delle leggi e ultimo ricorso della giustizia. Sotto l'Ancien Régime accompagnava il re nelle cerimonie solenni; Napoleone la riprende per legittimare la propria autorità giudiziaria davanti a giuristi e corti imperiali.

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Nascita del simbolo imperiale

Lo scettro imperiale, più lungo e spettacolare, incarna il comando temporale: guerra, amministrazione, polizia dello Stato. Ornato di cammei, diamanti e simboli antichi, viene alzato durante l'incoronazione a Notre-Dame mentre papa Pio VII presenta l'Imperatore al popolo. Il gesto è calcolato: mano sinistra sulla giustizia, mano destra sullo scettro.

Gli orefici Martin-Guillaume Biennais e la casa Odiot partecipano alla realizzazione di questi pezzi, accanto a Nitot per la corona. Gli archivi della Guardaroba descrivono scadenze strette, andirivieni con Denon e il comitato delle arti, e una corsa contro il tempo prima del dicembre 1804.

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Usi ufficiali

Lo scettro riprende motivi classici: aquila, palme, teste di leone, talvolta figure di Vittoria. Non è una copia medievale ma una ricomposizione neoclassica: Roma, la monarchia francese e l'Impero si sovrappongono in un unico oggetto che si brandisce una sola volta per regno — all'incoronazione — poi si conserva nel tesoro.

La mano della giustizia, più discreta nell'iconografia popolare, compare nondimeno su incisioni ufficiali, medaglie e certi ritratti di apparato. Dice allo spettatore informato che Napoleone non si limita a comandare eserciti: decide le controversie, firma i codici, fa eseguire le sentenze.

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Nell'esercito e in battaglia

Durante l'incoronazione di Milano nel 1805 si usano regalia adattati per il regno d'Italia; il modello parigino resta il riferimento. I viceré e i principi non portano lo scettro imperiale francese: rimane appannaggio esclusivo dell'Imperatore dei Francesi, il che ne rafforza la singolarità nel sistema imperiale.

Sotto l'Impero, scettro e mano della giustizia sono conservati alla Guardaroba e portati fuori per le grandi cerimonie — anniversari dell'incoronazione, ricevimenti di sovrani stranieri, Te Deum dopo la vittoria. Non sono attributi di lavoro quotidiano come il bicorne o il tabatiere, ma oggetti di parata carichi di sacralità civile.

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Propaganda e rappresentazione

I codici civili e penali, i senatusconsulta e i decreti imperiali danno corpo alla promessa simboleggiata dalla mano della giustizia. Il Codice civile del 1804, in particolare, è presentato come opera di ragione e stabilità: il sovrano legislatore tiene in mano la giustizia dei cittadini quanto lo scettro della guerra.

Dopo l'abdicazione del 1814 i regalia sono sequestrati dai Borboni e poi parzialmente restituiti o copiati secondo le fasi politiche. Luigi XVIII recupera parte del tesoro; la Restaurazione reinventa i propri simboli lasciando sussistere la memoria degli oggetti napoleonici nelle vetrine.

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Posterità e collezioni

Il Secondo Impero commissiona copie per le sue cerimonie; gli originali o ciò che ne resta sono studiati dagli antiquari ed esposti al Louvre. Lo scettro del 1804 diventa pezzo da museo quanto testimonianza storica: lo si guarda più di quanto lo si porti.

David, nel suo dipinto dell'incoronazione conservato al Louvre, fissa per l'eternità la distribuzione dei regalia: Giuseppina in ginocchio, Napoleone in piedi o incoronato, il papa testimone. Scettro e mano della giustizia, se non occupano sempre il centro della composizione, partecipano della messa in scena che ha plasmato l'immagine mondiale dell'incoronazione.

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Memoria e dibattiti

Gli storici del diritto e della monarchia vedono in questo duo scettro/giustizia la sintesi bonapartista: un capo di guerra divenuto legislatore, un generale che si pone come successore dei re cristianissimi senza restaurare la teocrazia. La mano della giustizia senza il papa che incorona da solo dice a sufficienza questa ambiguità fondatrice.

Per Empire Napoléon, lo scettro e la mano della giustizia riassumono il doppio volto del potere imperiale: fulmine militare e bilancia delle leggi, spada e codice, vittoria sul campo di battaglia e ordine nei tribunali.

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